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CANTONEL’igienista arriva in casa: «Il mio studio in una valigia»

02.01.20 - 20:04
Sono undici le professioniste autorizzate al libero esercizio in Ticino e c’è chi, come l’ex deputata Sara Beretta Piccoli, si è lanciata nel servizio di pulizia dentale a domicilio
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L’igienista arriva in casa: «Il mio studio in una valigia»
Sono undici le professioniste autorizzate al libero esercizio in Ticino e c’è chi, come l’ex deputata Sara Beretta Piccoli, si è lanciata nel servizio di pulizia dentale a domicilio

LUGANO - Da poco più di un anno le igieniste dentali hanno la possibilità di tagliare il cordone ombelicale che le legava strette agli studi dentistici. In una parola, mettersi in proprio. Ma è solo nel corso del 2019 che l’autorizzazione al libero esercizio, prevista dalla rinnovata Legge sanitaria, ha preso il volto di undici professioniste. Tante sono le igieniste dentali a tutt’oggi autorizzate dall’Ufficio di sanità.

Tra di esse figura anche Sara Beretta Piccoli, colei che in Gran Consiglio si era battuta per la modifica legislativa. Novità nella novità l’ex deputata negli scorsi mesi ha creato una Sagl: "La tua igienista dentale a domicilio". «In Svizzera interna sono più di vent’anni che le igieniste possono lavorare da indipendenti, in Ticino abbiamo dovuto lottare molto» commenta Beretta Piccoli, che oggi è consigliera comunale a Lugano.

I dentisti come hanno preso la novità?
«La paura di alcuni era di perdere lavoro e clienti. In quest’ottica, la mia scelta è stata quella di proporre qualcosa che in Ticino non esisteva. Andare dove c’è la richiesta e poi collaborare con gli stessi dentisti se il paziente ha bisogno».

Anche perché il legame in fondo resta saldo…
«Certamente il campo d’azione è ben distinto. Ognuno fa il proprio mestiere. C’era poi una seconda paura, che arrivassero troppe igieniste dall’Italia (come è successo per gli stessi dentisti)».

L’albo professionale mostra che ciò non è avvenuto.
«Non è successo perché nella legge è stata inserita la condizione di aver lavorato per almeno due anni presso un dentista diplomato in Svizzera. Questo ha allentato di molto l’eventuale pressione dall'estero. In aggiunta, altro requisito, occorre il diploma riconosciuto dalla Croce Rossa». 

Undici igieniste in libertà su un totale di circa trecento studi dentistici significa che la paventata fuga non c’è stata... 
«Direi di più, tra chi ha chiesto il libero esercizio non tutte si sono messe in proprio. Alcune lo hanno chiesto come una sorta di prestigio o riconoscimento»

Lei al libero esercizio ha aggiunto anche libertà di movimento. Quali gli ostacoli maggiori?
«È stato un lavoro lungo mesi. L’autorizzazione è l’aspetto meno complicato di un iter che prevede anche il cambiamento di destinazione dei locali».

Come riesce a spostarsi nelle case con l’attrezzatura?
«A parte gli strumenti imballati e sterilizzati, il mio materiale di lavoro consiste nel cosiddetto “riunito” che ho fatto arrivare dagli Stati Uniti. Sedia, compressore per l’aspirazione, ultrasuoni e altri apparecchi sono contenuti in una valigia».

Che non sarà leggerissima...
«Pesa sui venticinque chili. Ma qui ho tutto il mio studio. Trolley e valigia, è come se partissi in vacanza».

Destinazione chi ha difficoltà deambulatorie, giusto?
«La mia vuole anche essere un’alternativa più sostenibile al traffico spesso eccessivo di furgoncini usati dalle associazioni per trasportare gli anziani. Perché se Maometto non va alla montagna...».

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