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SVIZZERA / CANTONE
25.07.2018 - 22:170

La comunità ebraica scrive a Gobbi: «Perché quell’agente è stato promosso?»

La decisione di nominare quale sergente maggiore un poliziotto che aveva inneggiato al nazismo su Facebook non smette di creare polemica

LUGANO - La comunità ebraica svizzera è sconvolta e scandalizzata. Il motivo? La promozione (che scatterà il prossimo primo agosto) ottenuta dal poliziotto ticinese che nel 2016 era balzato agli onori della cronaca per aver pubblicato su Facebook una serie di post inneggianti al nazismo e al fascismo corredati da immagini di Hitler e Mussolini.

Un reato per la legge elvetica, tanto che l’allora procuratore generale John Noseda aveva proposto una condanna a 90 aliquote sospese condizionalmente per due anni per istigazione alla discriminazione razziale.

Ma nonostante questo l’agente in questione è stato recentemente promosso al grado di sergente maggiore. Una decisione «incomprensibile» per gli ebrei svizzeri. Tanto che il presidente della Federazione svizzera delle comunità israelitiche (FSCI), Herbert Winter, insieme al segretario generale Jonathan Kreutner, hanno deciso di scrivere una lettera al direttore del DI Norman Gobbi.

Nella missiva, ripresa questa sera dal Blick, i due esponenti della FSCI chiedono al consigliere di Stato leghista «come sia possibile che un poliziotto che chiama gli stranieri “maiali” e che inneggia a ideologie naziste venga promosso».

Per la Federazione le attività di un agente di polizia non sono compatibili con questi pensieri. Soprattutto perché esso rappresenta le autorità e agisce a stretto contatto con la popolazione. Ancora più preoccupante, secondo la FSCI, è che con la promozione a sergente maggiore sarà a capo di altri poliziotti.

Per questi motivi la Federazione svizzera delle comunità israelitiche chiede lumi al Governo ticinese. Ma la risposta potrebbe farsi attendere visto che - secondo il quotidiano d’oltralpe - «Gobbi attualmente si trova in vacanza e non vuole essere disturbato». In precedenza, ricordiamo, sul caso si era già espressa la polizia cantonale spiegando che l’agente aveva ricevuto l’incarico dal Consiglio di Stato «per le capacità professionali dimostrate nell’ultimo periodo della sua attività» e in ragione del fatto che «ha scontato le sanzioni comminategli, sia amministrativamente sia penalmente».

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