Padre e figli troppo rumorosi, il vicino fa causa: la disputa finisce in tribunale

Il 50enne, in aula, ha riferito di non riuscire a riposare adeguatamente per via degli schiamazzi e di aver avuto bisogno di sostegno medico
Il 50enne, in aula, ha riferito di non riuscire a riposare adeguatamente per via degli schiamazzi e di aver avuto bisogno di sostegno medico
ARGOVIA - Costretto a traslocare a causa dei rumori continui. È questa la motivazione per cui un uomo del cantone di Argovia ha deciso di intraprendere un'azione legale contro una famiglia che vive al piano sotto al suo appartamento.
Stando a quanto riportato dall'Aargauer Zeitung, l’uomo, oggi cinquantenne, aveva acquistato l’appartamento nel 2022, andandosene poi due anni dopo, dichiarando di non riuscire più a sopportare i rumori provenienti dall’alloggio sottostante, dove vivono un padre con i figli.
Prima del ricorso in tribunale ci sono stati tentativi di mediazione, con due incontri davanti a un giudice conciliatore. Successivamente l’uomo ha citato in giudizio il proprietario dell’appartamento occupato dalla famiglia. Le parti si sono presentate in aula la scorsa settimana.
In tribunale, il querelante ha descritto una situazione di forte disturbo: a suo dire, il padre contribuirebbe ad amplificare il caos domestico, con urla, oggetti lanciati e momenti di forte agitazione che si ripercuoterebbero anche sul suo appartamento, con vibrazioni e rumori costanti. Ha riferito di aver dormito sempre meno e di aver avuto bisogno di sostegno medico, arrivando spesso a lasciare casa per evitare il disagio.
L’uomo distingue comunque tra il gioco dei bambini, che dice di tollerare, e il comportamento del padre, che ritiene la principale causa dei disturbi. Dopo i primi contatti tra le parti la situazione sarebbe migliorata temporaneamente, per poi peggiorare. In un’assemblea condominiale ha chiesto anche l’allontanamento della famiglia.
Dal canto suo, il padre respinge le accuse e sostiene che i rumori rientrino nella normale vita familiare. Ha spiegato che i figli giocano e si muovono liberamente in casa, tra corse e giochi di fantasia. Secondo la sua versione, anche le autorità intervenute non avrebbero riscontrato irregolarità.
A supporto della famiglia sono stati ascoltati alcuni testimoni: il custode dello stabile ha parlato di rumori compatibili con la presenza di bambini, mentre un altro inquilino ha riferito di non aver avuto disturbi particolari dopo alcuni chiarimenti tra le parti.
Per il momento il tribunale non ha emesso una decisione. Le parti hanno ancora tempo fino a metà maggio per cercare un accordo extragiudiziale. In caso contrario, sarà il giudice a pronunciarsi. Il proprietario intende comunque, se possibile, tornare a vivere nel suo appartamento.




