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Agricoltura spaziale: in Svizzera il primo centro europeo di ricerca

Come coltivare cibo sulla Luna o su Marte: a Dübendorf gli scienziati svizzeri studiano il modo di farlo.
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Fonte 20 Minuten
Agricoltura spaziale: in Svizzera il primo centro europeo di ricerca
Come coltivare cibo sulla Luna o su Marte: a Dübendorf gli scienziati svizzeri studiano il modo di farlo.

DÜBENDORF - I prodotti della terra: un concetto che arriva anche nello spazio. E non destinato a rimanere solo sulla carta, se un gruppo di scienziati svizzeri dell'Università di Scienze Applicate e Arti di Lucerna, dell'Università di Zurigo e Fondazione Euro-Tube, hanno deciso di studiare il modo di praticare l'agricoltura sulla Luna o su Marte.

Inaugurando anche il primo centro europeo di ricerca dedicato all'agricoltura spaziale in quel di Dübendorf, dove si stanno seminando piante marziane. La questione non è irrilevante, se si pensa che la NASA prevede di stabilire una base permanente sulla Luna in diverse fasi entro il 2032. Il piano, però, prevede di colonizzare Marte in un secondo momento. Ma in ogni caso, per sopravvivere a lungo su questo avamposto dell'umanità, gli astronauti dovranno essere in grado di produrre gran parte del proprio cibo.

La struttura dove è stata avviata la ricerca e che si trova all'interno dell'aeroporto della cittadina, è in grado di simulare condizioni estreme come il quasi vuoto, un'atmosfera marziana ricca di CO₂ o suoli marziani poveri di nutrienti. I ricercatori sottolineano che i risultati potrebbero essere utili anche per l'agricoltura sulla Terra: ciò che funziona nello spazio può essere d'aiuto anche laddove il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova l'agricoltura. «Coltivare piante in queste condizioni extraterrestri fornisce informazioni che stanno diventando sempre più importanti anche per la Terra, ad esempio per i terreni agricoli impoveriti», afferma il Prof. Marcel Egli, professore all'HSLU, ideatore e co-responsabile del progetto Sharf.

La "Space Habitat Analog Research Facility" (SHARF) permette agli scienziati di simulare le condizioni estreme presenti nello spazio. La struttura, come si diceva, è in grado di creare un vuoto quasi totale, simile a quello che si trova sulla Luna o su Marte, nonché una pressione doppia rispetto a quella terrestre, paragonabile a una profondità di dieci metri sott'acqua. Inoltre, è possibile replicare anche la luce intensa di una giornata lunare. Per gli esperimenti in condizioni di gravità ridotta, le cosiddette macchine a posizionamento casuale ruotano costantemente i campioni in direzioni diverse, in modo da eliminare l'effetto della gravità.

La struttura - una delle più grandi camere a vuoto della Svizzera con i suoi 120 metri una volta completata - sta già suscitando notevole interesse sia a livello nazionale che internazionale. Ricercatori provenienti dai Paesi Bassi e dalla Gran Bretagna hanno manifestato interesse nell'utilizzare il sistema Sharf per i loro progetti. La ricerca insomma tende a rendere la vita dei futuri astronauti più facile di quella di Mark Watney (Matt Damon), che nel film "Sopravvissuto - The Martian" (2015), dovette coltivare patate in un miscuglio di escrementi e terreno marziano per sopravvivere.


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