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SVIZZERACrisi energetica? «Non servono aiuti economici»

07.08.22 - 09:49
Per il vicedirettore della Seco, Eric Scheidegger, la Svizzera è in una posizione migliore rispetto ad altri Stati
Imago / Deposit
Fonte ats
Crisi energetica? «Non servono aiuti economici»
Per il vicedirettore della Seco, Eric Scheidegger, la Svizzera è in una posizione migliore rispetto ad altri Stati
Qualcosa che vale anche per l'inflazione: «Viviamo in un'isola di felicità».

BERNA - Secondo Eric Scheidegger, vicedirettore e capo della Direzione politica economica della Segreteria di Stato dell'economia (Seco), aiuti economici non sono «né necessari né utili» in Svizzera a causa dell'incombente crisi energetica.

La confederazione è relativamente meno colpita dal problema rispetto ad altri Paesi europei: la congiuntura si sta sviluppando bene, anche dopo l'inizio della guerra in Ucraina, spiega Eric Scheidegger in un'intervista pubblicata oggi dal domenicale SonntagsZeitung.

L'economia elvetica è meno sensibile agli alti prezzi dell'energia rispetto ad altri Stati europei. «Non dico che non avremo problemi, ma siamo in una posizione molto migliore», relativizza il vicecapo della SECO.

Inoltre - aggiunge - è noto fin dalla primavera che potrebbero esserci carenze di energia elettrica in inverno. Le aziende hanno il tempo di prepararsi, a differenza di quanto successo con la pandemia di coronavirus.

Anche per quanto riguarda l'inflazione Scheidegger vede la Svizzera su una buona rotta: con un tasso del 3,4% è molto più bassa che in altri Paesi. «Rispetto al 9% degli Stati Uniti, viviamo in un'isola di felicità. E l'inflazione dovrebbe ricominciare a scendere in autunno», nota.

Cosciente che la situazione può essere difficile per le famiglie a basso reddito, Scheidegger suggerisce misure di mirate invece che generalizzate. Ad esempio, per i bisognosi si potrebbero aumentare temporaneamente le riduzioni dei premi dell'assicurazione malattia oppure agli aiuti sociali e le rendite AVS.

Il responsabile della politica economica della Seco non ritiene poi che quest'anno possa esserci una recessione, tuttavia le previsioni economiche per il 2023 saranno verosimilmente riviste al ribasso.

Da parte sua, l'Unione sindacale svizzera si è detta preoccupata per la perdita di reddito causata dall'inflazione e mercoledì scorso ha chiesto «aumenti salariali urgenti».

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