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«Il calendario è fitto e ci sono anche i Giochi: in caso di stop diventerebbe impossibile disputare 52 partite»

L'onda Covid e le quarantene tornano a spaventare anche il mondo dello sport. Parla Raeto Raffainer, dirigente del Berna
Freshfocus/archivio
«Il calendario è fitto e ci sono anche i Giochi: in caso di stop diventerebbe impossibile disputare 52 partite»
L'onda Covid e le quarantene tornano a spaventare anche il mondo dello sport. Parla Raeto Raffainer, dirigente del Berna
«Tutti i team hanno fatto o stanno facendo i vari test PCR per capire le proprie condizioni. Quando lo scenario sarà più chiaro, si prenderanno le eventuali decisioni».
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BERNA - L'Ambrì è in quarantena, il Lugano pure, Zugo, Rappi e Davos idem... l'hockey svizzero si interroga e il boom dei contagi dovuti anche alla variante Omicron preoccupa un po' tutti. Saltata all'ultimo la Coppa Spengler e rinviate...

BERNA - L'Ambrì è in quarantena, il Lugano pure, Zugo, Rappi e Davos idem... l'hockey svizzero si interroga e il boom dei contagi dovuti anche alla variante Omicron preoccupa un po' tutti. Saltata all'ultimo la Coppa Spengler e rinviate già diverse partite di campionato sia in National che Swiss League, lo scenario, dopo un avvio di stagione tutto sommato sereno, è decisamente e rapidamente peggiorato nelle ultime settimane.

«La situazione si è complicata e va affrontata giorno per giorno, ma ormai - purtroppo - nell'ultimo anno avevamo già imparato a conviverci...», interviene il 39enne Raeto Raffainer, “Chief Sport Officer” degli Orsi. «Qui a Berna nello scorso campionato eravamo stati pesantemente toccati dal virus, dovendo poi giocare qualcosa come 40 partite in 88 giorni tra campionato e post-season».

E questa situazione, con squadre nella morsa della pandemia e calendari scossi dall'onda Covid, nessuno si augurava di doverla riaffrontare. Almeno non con questa feroce intensità. Per il momento gli Orsi sono tra i team "scampati" alla quarantena. «In via precauzionale, dopo le feste per il Natale, abbiamo cancellato le prime due sedute di allenamento in attesa dell'esito dei test PCR. Non volevo che i giocatori si allenassero in gruppo prima di avere tra le mani i risultati», aggiunge l'ex attaccante.

Con le Olimpiadi invernali in febbraio e i Mondiali in agenda a maggio, per la Lega i margini di manovra sono piuttosto limitati. In questa fase d'impennata dei contagi è però tornata d'attualità l'ipotesi di sospendere temporaneamente il campionato, in attesa di tempi un pochino migliori. È una strada realmente percorribile? «Sarebbe molto molto complicata. Il calendario è fitto e siamo nell'anno dei Giochi Olimpici. La Lega deve prendere una decisione, ma se ci dovessimo fermare, di certo diventerebbe impossibile giocare 52 partite di regular season. Questo è chiaro. Poi ci sono anche i Mondiali da metà maggio».

La situazione va dunque monitorata attentamente. Quali sono i prossimi passi? «Giovedì abbiamo la riunione della Lega. Tutti i team hanno fatto o stanno facendo i vari test PCR per capire le condizioni. Quando lo scenario sarà più chiaro, si prenderanno le eventuali decisioni».

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