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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
21.04.2021 - 13:050
Aggiornamento : 20:29

UEFA, FIFA e quel corso da pompiere mai completato

«UEFA spacciata se ci fossero stati anche Bayern, Borussia e PSG».

Arno Rossini: «Mentre i club accumulavano debiti, le federazioni continuavano a navigare nell’oro».

NYON - I rivoltosi, sporchi e cattivi, da una parte; UEFA e FIFA, non certo limpidissime, dall’altra. La lite che per un paio di giorni ha sconvolto il pallone d’Europa ha coinvolto giganti che, al contrario di molti antichi combattenti, hanno sia macchia che paura.

Hanno perso i club, naufragati insieme con un progetto che definire raffazzonato è poco; hanno però perso pure le federazioni le quali, pur riaccogliendo i dissidenti, hanno mostrato il loro vero volto. Quello di chi punta ai quattrini più che ai valori.

«Alla fine, è ovvio, è “solo” per i soldi che si è arrivati allo scontro - ha sottolineato Arno Rossini - Il sistema era già in sofferenza prima e la pandemia gli ha dato il colpo decisivo. Così alcune società, le più grandi, quelle abituate a spendere di più, hanno accumulato debiti. Questo mentre, sfruttando il loro “prodotto”, UEFA e FIFA hanno continuato a navigare nell’oro». 

Tra le due fazioni ce n’era una che aveva totalmente ragione?
«No. Da una parte c'erano, ci sono, le spese folli, ingiustificate, e poi questo sciagurato tentativo di forzare la mano. Dall’altra c’è un’incredibile miopia». 

Delle federazioni?
«Esatto. Organizzano il calcio mondiale; soprattutto in un periodo difficile come quello attuale avrebbero dovuto monitorare con estrema attenzione la situazione. Avrebbero dovuto aiutare i club grazie ai quali vivono garantendo loro un sostegno economico. Come un pompiere, avrebbero dovuto intervenire alla prima scintilla, non attendere che divampasse l’incendio». 

Non l’hanno fatto, sono stati deboli o superficiali?
«Hanno speculato, godendo della loro posizione privilegiata. Hanno scommesso che, pur in crisi, i grandi club non avrebbero mai avuto il coraggio di andare per la loro strada. E hanno perso».

La Superlega, nel suo comunicato ufficiale, ha sottolineato come i club inglesi abbiano subito pressioni per lasciare.
«Credo anche io sia andata così, e sono convinto che qualcuno perderà la faccia. Che, dopo quelle già cadute, qualche altra testa rotolerà. Andrea Agnelli ha fatto il pieno di critiche. E con lui anche l’ex amico Ceferin. Non li vedo proprio, in futuro, tornare a collaborare». 

Sappiamo come è finita; tra le due parti, però, chi ha rischiato maggiormente?
«Se alla Superlega avessero aderito anche Bayern Monaco, Borussia Dortmund e PSG, la UEFA sarebbe stata spacciata. Senza una sorta di unità, senza rappresentanze in Germania e Francia, il nuovo torneo si è invece rivelato “attaccabile”».

"I giocatori che faranno la Superlega non potranno fare Europeo e Mondiale". Era solo un bluff?
«Era qualcosa di inconcepibile. Sarebbe stato un autogol drammatico. Non sarebbe accaduto. Ceferin e Infantino avrebbero fatto di tutto per salvare il giocattolo».

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