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L'OSPITE - ARNO ROSSINI
19.02.2020 - 07:000
Aggiornamento : 15:13

“Paga (e sta zitto)”, unica soluzione per evitare il tracollo City

Il ricorso dei Citizens dopo la sentenza della UEFA? Arno Rossini: «A Manchester potrebbero anche cercare un accordo. Non penso ci sarà un fuggi-fuggi»

MANCHESTER (GBR) - Due anni senza Europa, 30 milioni di multa, una reputazione macchiata per sempre e tutta una serie di altri piccoli-grandi guai: in un pomeriggio altrimenti tranquillo il Manchester City si è rovinato presente, futuro e forse anche passato. La sentenza firmata dalla UEFA, che ha punito duramente i Citizens per l'allegria con la quale hanno compilato i bilanci nel quadriennio 2012-2016, rischia infatti di segnare indelebilmente gli anni duemiladieci – e forse anche i duemilaventi - di uno tra i club più ricchi del mondo. Tanto ricco da pensare di poter ignorare le regole, aggirare i paletti, puntare su influenze e favori pur di rimanere in primissima linea. E invece, per una volta, a Nyon hanno alzato la voce pure con una grande. Hanno così smentito quella sorta di servilismo alla quale molte volte avevano abituato e, per certi versi, hanno stupito addetti ai lavori e (milioni di) tifosi.

«Sì, è vero, la netta presa di posizione della UEFA è stata una sorpresa – ha commentato Arno Rossini – solitamente con le big cercava un compromesso, provava a non essere durissima... Evidentemente in questo caso le prove in mano a chi ha compilato la sentenza sono schiaccianti».

E creano un precedente importante: d'ora in avanti non si potrà più scherzare. 
«Esatto, questo è il messaggio che è passato. Ci sono delle regole e tutti devono rispettarle. Nessuno potrà godere di sconti o trattamenti di riguardo».

Il che è anche corretto. 
«Certo, ma non sempre è accaduto. Le grandi società hanno infatti sempre avuto un peso specifico differente rispetto alle piccole. E storicamente, penalizzarle è stato difficile. Piuttosto, davanti a una colpa certa, si è cercato di puntare su pene non durissime».

Barcellona e Real, in passato, si sono visti bloccare il mercato.
«Per colpe differenti. E comunque, pur se dura da digerire, una sanzione del genere non è certo paragonabile a quella inflitta al City».

Come si chiuderà la questione?
«È difficile da dire. Di sicuro a Manchester assumeranno un pool di avvocati di primissimo piano e con questi proveranno a rendere inattaccabile il loro ricorso. È però anche vero che, prima di esporsi in questo modo, alla UEFA hanno di sicuro messo in conto una reazione dei Citizens. E se si sono esposti vuol dire che sanno di poter andare fino in fondo».

Si preannuncia una battaglia?
«Che non durerà molto – credo che comunque tutto sarà deciso prima dell'estate – e che, per come la vedo io, si chiuderà con un “successo” della Federazione».

Davvero il City rischia di sparire a lungo dalla geografia del pallone europeo?
«A Nyon sanno il fatto loro e sanno anche che il sistema calcio va difeso. Così come i suoi protagonisti, specie quelli più ricchi. A Manchester, poi, sono consapevoli del fatto che l'esclusione dall'Europa sia un colpo durissimo... ma anche che la pena sarebbe potuta essere peggiore. Forse le parti si accorderanno».

Per far sì che nessuno perda la faccia e che non si brucino troppi miliardi? 
«Sì. Se venisse confermata la pena già inflitta, Khaldoon Al Mubarak pagherebbe la multa e si metterebbe il cuore in pace per le prossime due stagioni. Se però il club venisse pure retrocesso di tre-quattro categorie, il discorso sarebbe diverso: il proprietario potrebbe anche decidere di mollare. E questo sarebbe drammatico per la squadra, per la città ma pure per la UEFA».

In città c'è chi festeggia.
«L'altra metà di Manchester, ovviamente, quella che tifa all'Old Trafford, dove di sicuro ci sono stati i fuochi d'artificio. Ecco, se è vero che i Citizens potranno mettere insieme una squadra legale di primo livello, è altrettanto vero che la Federazione europea sarà di certo sostenuta da tutte le altre grandi del pallone. Avere una rivale come il City in difficoltà farebbe solo comodo alle altre big di Premier e Champions League».

Allenatore e giocatori rimarranno anche in caso di esclusione dalle coppe?
«Secondo me nei contratti non sono state inserite clausole che permetteranno loro di liberarsi. Non ci sarà un fuggi-fuggi. Più probabilmente sarà il club a essere costretto a cedere qualcuno dei suoi, quelli magari con gli stipendi più onerosi, per far quadrare i conti. E di questo di sicuro approfitterebbero le altre grandi del continente. Ovviamente – anche se non credo accadrà – in caso di pene più severe o retrocessione, lo scenario cambierebbe in maniera significativa. Non penso rimarrebbero in molti all'Etihad».

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keystone-sda.ch (PETER POWELL)
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