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Thabo Sefolosha a 360° fra carriera, Kobe Bryant e... Lugano: «Ticino? Una regione magnifica»
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NBA
23.07.2021 - 10:000
Aggiornamento : 22:52

Thabo Sefolosha a 360° fra carriera, Kobe Bryant e... Lugano: «Ticino? Una regione magnifica»

L'ex campione rossocrociato di NBA: «Ho vissuto grandi emozioni, il basket mi ha dato tutto».

BLONAY - Thabo Sefolosha – primo cestista svizzero della storia ad approdare in NBA – si è recentemente reso protagonista di uno spot pubblicitario, con lo scopo di sostenere la lotta contro la carenza di cibo.

Il 37enne – che ha disputato il suo ultimo match da professionista nel mese di marzo del 2020 – si è dunque associato alla marca “Old El Paso” che produce cibo messicano, aderendo alla celebre sfida del #MessFreeChallenge nella sua nuova versione “Slam Dunk”, in cui bisogna realizzare una schiacciata con una Tortilla Pocket nell'altra mano, senza rovesciarla. Un challenge che vede i giocatori di basket e i campioni di altri sport di tutto il mondo uniti, per sostenere le mense dei poveri e con esse la raccolta e la distribuzione di cibo ai più bisognosi.

Questa iniziativa è stata lanciata sui social network dal tennista australiano e grande appassionato di pallacanestro Nick Kyrgios, il quale ha invitato la comunità di basket a diventare una forza sociale nella lotta contro la fame nel mondo. La sfida è poi stata raccolta dalla leggenda francese Tony Parker, il quale ha poi passato la “palla” al suo amico Sefolosha in modo da portare la campagna di beneficenza anche in Svizzera. «È stato divertente», è intervenuto proprio l'ex cestista rossocrociato. «L'azienda in questione possiede delle filiali non molto lontane da dove risiedo e desiderava collaborare con degli sportivi per poter coinvolgere il pubblico. Ho subito pensato che fosse un'idea simpatica e ho apprezzato molto poter partecipare. Il messaggio di lottare contro la carenza di cibo nel mondo è estremamente importante. Fortunatamente in Svizzera in generale non ci sono grandi problemi, ma non dobbiamo dimenticare che in questo periodo di pandemia per molte persone la situazione è degenerata. Avere l'occasione di poter aiutare delle famiglie bisognose è gratificante e necessario».

Nonostante abbia smesso da più di un anno, il 37enne ha dimostrato di saperci ancora fare con le schiacciate (vedi video in allegato). Ma quanti tentativi gli sono serviti per fare centro e per non rovesciare la tortilla? «Sfida superata, anche se ho dovuto provare diverse volte prima di riuscirci. Ero freddo. I primi tentativi sono falliti perché non saltavo abbastanza in alto (ride, ndr)».

Il video è stato realizzato con un pubblico d'eccezione, ovvero dei ragazzi che hanno partecipato al campo d'allenamento ideato proprio dalla stella elvetica a Blonay. «È stato simpatico farli partecipare a questa iniziativa e credo che tutti abbiano apprezzato. È da diversi anni che svolgo questo campo e finora ho sempre avuto un ottimo riscontro. Personalmente mi permette di condividere la mia passione per il basket con i giovani, così come tutta l'esperienza che ho potuto accumulare nelle 14 stagioni disputate negli USA».

La carriera da professionista di Sefolosha è durata la bellezza di 19 anni. Il vodese ha mosso i primi passi nel Vevey (2000/2002) e nell'Elan Chalon (2002/2005). In seguito, dopo l'esperienza al Biella (2005/2006), è iniziata la sua avventura in NBA (2006/2020), dove ha difeso i colori di Chicago Bulls, Oklahoma Thunder, Atlanta Hawks, Utah Jazz e Houston Rockets. «Il basket mi ha dato tutto e non ho nessun rimpianto. Sicuramente qualche delusione sportiva c'è stata, ma con il senno di poi – se ripenso alla mia carriera – sono fiero di tutte le esperienze che ho vissuto. Sono state delle emozioni incredibili».

Nel 2012 i Thunder – che in squadra potevano vantare campioni del calibro di Durant, Harden e Westbrook – si sono arresi in finale ai Miami Heat di Lebron James. Cos'è mancato? «Di fronte avevamo degli avversari molto forti, ma credo che in quel momento abbiamo peccato d'esperienza. Eravamo troppo giovani ed era praticamente la prima volta che ogni singolo giocatore disputava una finale di NBA. Sul momento la delusione è stata davvero grande, ma quasi dieci anni dopo lo reputo un buon ricordo».

L'elvetico ha anche militato in Nazionale dal 2003 al 2011 e con Clint Capela – secondo rossocrociato ad approdare in NBA – avrebbe potuto formare una coppia incredibile. «Il timing non è stato dei migliori. Abbiamo dieci anni di differenza e non siamo mai stati veramente in grado di allenarci insieme per un'estate intera. Le nostre carriere non ci hanno purtroppo permesso di costruire qualcosa per la Nazionale. In ogni caso abbiamo un ottimo rapporto e ho imparato a conoscerlo ancora meglio nel 2019 quando mi sono trasferito a Houston, dove giocava lui. È un atleta incredibile e sono molto contento per i risultati che sta ottenendo. Ha ancora molti anni davanti a sé per continuare a migliorare».

Sefolosha ha anche avuto la possibilità di giocare diverse volte contro il compianto Kobe Bryant... «Le partite e i playoff disputati contro di lui occupano un posto speciale nel mio cuore. Sono cresciuto ammirando le sue gesta e avere avuto la possibilità di confrontarmi con uno dei giocatori più forti della storia è stato fantastico. La sua tragica scomparsa mi ha distrutto, è stato uno di quei personaggi che mi ha permesso di amare ancora di più il basket». 

Essendo stato il primo cestista svizzero ad approdare in NBA, il 37enne ha ora la grande possibilità di contribuire alla crescita di questo sport in Svizzera. La sua grande esperienza e la sua mentalità saranno sicuramente da esempio per i giovani cestisti. «Mi auguro davvero di poterlo fare e di ridare qualcosa al basket. Mi trovo in una situazione unica e spero di poter trovare una buona intesa con le persone che gestiscono il basket in Svizzera, condividendo delle idee alle quali abbinare un'altra mentalità. Con il campo di allenamento che ho creato, l'obiettivo è proprio quello di seguire i migliori giovani svizzeri di ogni età e aiutarli a progredire».

Conosci il Ticino? «Quando giocavo a Biella ci andavo spesso. Mi è sempre piaciuto cenare sul lago di Lugano e anche andare al Casinò. Reputo il Ticino una regione magnifica e di tanto in tanto mi capita di andarci ancora in vacanza con la mia famiglia – soprattutto con mio fratello – e con gli amici. Prossimamente ritornerò».

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