«Per i giovani che fanno gli SwissSkills provo orgoglio e... un filo di invidia»

Quattro chiacchiere con il direttore della SSIC-TI di Gordola, Paolo Ortelli, nell'anno del giubileo: «Per me questa è come casa».
Quattro chiacchiere con il direttore della SSIC-TI di Gordola, Paolo Ortelli, nell'anno del giubileo: «Per me questa è come casa».
GORDOLA - In occasione dei cinquant’anni del Centro di formazione professionale della SSIC-TI di Gordola, abbiamo incontrato il suo direttore Paolo Ortelli, che da quasi 25 anni vive quotidianamente la realtà del Centro. Prima responsabile della formazione e da quasi vent’anni alla direzione, ne ha accompagnato da vicino la crescita e l’evoluzione.
Nell’intervista ripercorre il ruolo del CFP nella formazione dei professionisti e delle professioniste dell’edilizia, il legame con gli SwissSkills e i progetti che lo preparano ad affrontare le sfide future, tra nuove infrastrutture e un’offerta sempre più orientata alla formazione continua.
Cinquant’anni del Centro di Gordola: che cosa rappresenta questo anniversario per lei?
Casa! Nel senso più profondo del termine: un luogo al quale ho dedicato con passione una parte importante della mia vita professionale e che ho avuto il privilegio di vedere crescere, trasformarsi e consolidare sempre più il proprio ruolo.
Oggi il Centro è diventato un punto di riferimento della formazione per un settore economico fondamentale per il nostro territorio, quello dell’edilizia. E non soltanto per le imprese di costruzione, ma per tutto il vasto mondo dell’artigianato edile del Cantone. Guardare a questi cinquant’anni significa quindi provare orgoglio per ciò che è stato costruito da chi ci ha preceduto, ma anche sentire la responsabilità di continuare a farlo crescere e di prepararlo alle sfide che verranno.
Che cosa rende il Centro di Gordola un luogo così importante per la formazione professionale in Ticino?
Credo che la sua importanza derivi innanzitutto dalla centralità che la formazione di base e l’apprendistato hanno sempre avuto nelle nostre professioni. È attraverso l’apprendistato che molti giovani entrano nel mondo del lavoro ed è proprio in quel momento che iniziano anche a frequentare il nostro Centro. Ma questo vale sempre più anche per gli adulti che arrivano sul nostro territorio e che, nel corso del loro percorso professionale, trovano quasi inevitabilmente nel CFP un punto di riferimento per formarsi, qualificarsi o aggiornare le proprie competenze.
In fondo, nel nostro settore, i professionisti di oggi e quelli di domani passano da qui. Mi piace pensare che molti di loro spicchino il volo proprio passando dal nostro Centro. È una grande responsabilità, ma anche motivo di enorme orgoglio per me, per tutto il mio team, per i nostri formatori e per tutte le associazioni professionali che da anni condividono con noi questa missione formativa.
Da qui sono passati molti giovani che hanno poi ottenuto grandi risultati agli SwissSkills. Che emozione prova nel vedere i loro successi?
Sicuramente provo molto orgoglio. E, lo confesso, anche un po’ di sana invidia per chi ha la possibilità di vivere un’esperienza così difficile, impegnativa, ma allo stesso tempo straordinaria.
Gli SwissSkills non sono soltanto una competizione. Sono un percorso che porta un giovane ad assaporare fino in fondo il valore della propria professione, a confrontarsi con i propri limiti e soprattutto a comprendere il valore del fare, della precisione, della competenza e di tutto ciò che appartiene profondamente alla propria disciplina e al proprio mestiere.
È un aspetto che, anche nella formazione, tendiamo qualche volta a sottovalutare. Perché senza una solida comprensione del senso e dei valori intrinseci di una professione diventa molto più difficile costruire il piacere di affrontarne le sfide, migliorarsi e crescere nel proprio lavoro. E credo che oggi, nel mondo professionale, sia proprio la passione uno degli elementi di cui abbiamo maggiormente bisogno.
Qual è il momento o il risultato di cui va più fiero da quando dirige il Centro?
I momenti sono sicuramente tanti, anche perché quella che può sembrare semplice gestione corrente, nel mondo della formazione, presenta in realtà ogni giorno sfide nuove e diverse.
Se però devo scegliere, sono particolarmente fiero di quanto siamo riusciti a costruire in questi ultimi anni. Grazie al grandissimo sostegno della Direzione della SSIC, abbiamo finalmente potuto pianificare e sviluppare una serie importante di progetti infrastrutturali destinati al risanamento e all’evoluzione del Centro. Dal 1976 Gordola ha continuato a crescere, adattandosi alle esigenze della formazione, ma proprio per questo aveva ormai bisogno di interventi importanti per prepararsi ai prossimi decenni.
Forse qui parla anche l’architetto che è in me, ma provo una soddisfazione particolare nel vedere prendere forma questo percorso. Nei prossimi anni, con la realizzazione di quello che dovrebbe essere l’ultimo grande progetto di ampliamento, lo stabile Pragma, e soprattutto con il risanamento degli edifici esistenti, potremo consegnare alle nuove generazioni un Centro rinnovato e pronto ad affrontare il proprio futuro. Sono operazioni onerose, complesse e per nulla scontate, che hanno richiesto molta tenacia per riuscire a costruire, passo dopo passo, le condizioni necessarie per realizzarle. Forse è proprio questo l’aspetto di cui sono più fiero: sapere che, dopo aver ricevuto questo Centro da chi ha avuto la visione di immaginarlo cinquant’anni fa, stiamo facendo la nostra parte per consegnarlo più forte e più solido a chi verrà dopo di noi.
Come immagina il Centro di Gordola e la formazione professionale ticinese nei prossimi anni?
Sicuramente vedo il Centro entrare in una nuova fase di consolidamento di un percorso importante, nato da una visione tutt’altro che scontata di chi ci ha preceduto nella nostra associazione. Una visione lungimirante, condivisa e sostenuta nel tempo anche dal Cantone, che ha permesso di costruire ciò che il Centro rappresenta oggi.
Guardando al futuro, credo che assisteremo inevitabilmente a un progressivo rafforzamento dell’offerta nell’ambito della formazione continua. Il mondo del lavoro da tempo sta cambiando e, con esso, stanno cambiando i percorsi attraverso i quali le persone entrano, crescono e si muovono all’interno delle nostre professioni e delle nostre aziende. Già oggi i numeri e i profili delle maestranze ci raccontano una realtà fatta di percorsi personali e professionali sempre meno lineari, di competenze acquisite in modo diverso, che devono essere aggiornate e, talvolta, costruite o ricostruite lungo tutto l’arco della vita professionale.
È probabilmente questa una delle grandi sfide dei prossimi anni: fare della formazione non più soltanto un momento iniziale del percorso professionale, ma una presenza costante che lo accompagni nel tempo. La formazione puntuale, continua e ricorrente diventerà quindi inevitabilmente sempre più uno degli elementi centrali dell’offerta del nostro Centro e, più in generale, delle associazioni professionali del nostro settore.







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