Shanghai 2026: metà gara, il National Team entra nella fase decisiva

Davide Donati ci racconta i suoi WorldSkills.
Davide Donati ci racconta i suoi WorldSkills.
Maestro piastrellista e specialista nella gestione delle PMI, Davide Donati è responsabile del settore posa presso Bazzi Piastrelle SA, dove coordina circa 40 persone. Forte di quasi dieci anni di esperienza nelle competizioni professionali nazionali e internazionali, ha vissuto questo mondo da prospettive e con ruoli diversi.
A Shanghai accompagna il piastrellista svittese Noah Hess. In qualità di Expert Lead assume inoltre un’importante responsabilità nel coordinamento internazionale della competizione. Nell’intervista racconta il proprio ruolo; mentre in Cina la competizione entra nella sua fase centrale, Donati descrive le sfide, le emozioni e gli aspetti decisivi di questo momento della gara.
Qual è il tuo ruolo oggi a Shanghai?
A Shanghai il mio ruolo é innanzitutto quello di supportare il mio candidato nel raggiungimento dei suoi obiettivi, mettendo a disposizione tutta la mia esperienza e cercando di accompagnarlo al meglio durante questa importante esperienza.
Allo stesso tempo, voglio contribuire allo sviluppo della mia professione anche a livello internazionale. In qualità di Expert Lead ho infatti una responsabilità maggiore nella gestione e nel coordinamento dell’intero team della nostra professione. Contribuisco a garantire che la competizione si svolga nel modo migliore possibile.
Quante missioni internazionali hai già vissuto e che cosa rende speciale questa?
Questa è la mia quarta missione come esperto ai WorldSkills. Ho partecipato nel 2019, nel 2022, nel 2024 e ora nel 2026. Prima di diventare esperto, però, ho vissuto questa esperienza anche dall’altra parte: nel 2016 ho partecipato come candidato agli EuroSkills di Göteborg.
Per me questa missione rappresenta molto, soprattutto per il lungo percorso condiviso con il mio candidato. Prima di arrivare a Shanghai ci sono stati mesi di preparazione, allenamenti e lavoro comune per permettergli di affrontare al meglio una competizione di questo livello. Seguire e preparare un candidato e vederlo vivere quelle emozioni, perché partecipare a un evento come i WorldSkills è qualcosa di incredibile.
Ogni competizione ha qualcosa di magico. Allo stesso tempo è un’esperienza molto impegnativa, con aspettative sempre altissime, sia da parte del candidato sia di chi lo accompagna. Proprio questo mix di emozione, responsabilità e passione rende ogni missione davvero speciale.
La competizione è arrivata a metà percorso…
In una competizione come questa può davvero capitare di tutto. Per esperienza, so che i momenti di “down”, o di crisi, possono arrivare in qualsiasi momento della competizione e non necessariamente a metà percorso. Sono momenti che fanno parte della gara e che è fondamentale riuscire a gestire e superare velocemente.
Quando si arriva a metà percorso, però, diventa particolarmente importante anche la gestione delle proprie energie, sia fisiche sia psichiche. La competizione è lunga e molto intensa, e bisogna essere consapevoli che non si può affrontare ogni momento della gara allo stesso modo. È importante saper dosare le proprie forze e mantenere la concentrazione anche quando la stanchezza comincia a farsi sentire. Il candidato viene preparato anche a queste situazioni insieme al mental coach, proprio perché durante una competizione di questo livello non tutto può andare sempre come previsto. Può esserci un errore, un momento di difficoltà o semplicemente un calo di energie. L’importante è essere preparati a riconoscere questi momenti, gestirli e non permettere che condizionino il resto della gara. Alla fine, oltre alla preparazione tecnica, la capacità di gestire le proprie energie e di reagire alle difficoltà è uno degli aspetti che può fare davvero la differenza.
Come capisci quando intervenire e quando, invece, lasciare fare?
Durante la competizione, dal mio punto di vista, posso correggere relativamente poco. Il candidato arriva a questo appuntamento preparato sia dal punto di vista tecnico sia da quello mentale, quindi il lavoro principale è stato fatto prima della gara.
Il mio compito durante la competizione è soprattutto osservare, capire cosa sta succedendo e, quando necessario, dare qualche piccolo consiglio. Ogni intervento deve però essere valutato molto attentamente: bisogna essere sicuri che possa realmente aiutare il candidato e, soprattutto, che non rischi di destabilizzare il programma di lavoro o l’equilibrio che si è costruito. A volte è quindi più importante sapere quando non intervenire. In una competizione di questo livello il candidato deve poter lavorare con sicurezza e fiducia nelle proprie capacità. Il mio ruolo è essere presente, supportarlo e intervenire solo quando ritengo che quel piccolo input possa davvero fare la differenza.
Senza parlare ancora di risultati, da Svitto alla Cina, cosa ti rende già orgoglioso di Noah e del percorso fatto fin qui?
Se parliamo di questa competizione, sono davvero orgoglioso di come si è comportato il mio candidato fino a questo momento. In lui mi rivedo molto quando ero io stesso candidato e riconosco la passione, l’energia e la dedizione che ha messo in questi ultimi nove mesi di allenamento. Ho visto quanto è cresciuto durante questo percorso e quanta determinazione ha dimostrato per arrivare preparato a questo appuntamento. Sono proprio questi aspetti che mi rendono più orgoglioso, indipendentemente dal risultato finale.
Oggi lo ritengo pronto ad affrontare i migliori piastrellisti del mondo e, per me, sapere di averlo accompagnato fino a questo punto è già una grande soddisfazione.







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