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L'OSPITE
07.09.2020 - 15:040

Bimbi maltrattati: serve controllo e videosorveglianza

Luca Campana

Ormai non rappresentano più un problema in termini tecnologici e non sono neanche proibitivi i costi di telecamere a circuito chiuso, infatti in questi ultimi anni in Ticino il fenomeno della digitalizzazione accompagnata alla sorveglianza ha avuto grande espansione e vengono sempre più utilizzati oltre che nel privato e per il monitoraggio dei centri urbani per garantirne la qualità di vita e naturalmente per contrastare la criminalità.

-Perché allora non utilizzare la videosorveglianza anche per asili nido, asili privati e pubblici; insomma tutti i luoghi delicati e dove le potrebbero esserci problemi sulla tutela dei nostri figli? –

Sul mercato c'è l'imbarazzo della scelta fra impianti supertecnologici e altri con minori pretese, basta aver la volontà di percepire tale strumento come un'opportunità e non come un ostacolo e qui mi rifaccio alla risposta del responsabile dell'ATAN (Associazione delle strutture d'accoglienza per l'infanzia della Svizzera italiana) Giordano Cusini che replica ad un giornalista per il caso delle due educatrici accusate di violenza su bambini, con: "La telecamera come strumento preventivo. Bisogna capire cosa emotivamente è una facile risposta. Bisogna capire cosa potrebbe determinare alla lunga: vogliamo qualcuno che non commette qualcosa di sbagliato perché ha paura di essere ripreso dalla telecamera, o vogliamo persone in gamba, risolte, equilibrate, che possono vivere in toto la responsabilità loro data?" Mah, dalla risposta data mi sembra che si abbia confuso la questione prevenzione e forse abbia poco colto le delicatezze dell'essere umano, non sempre questo è perfetto e anche il miglior operatore può regredire nei comportamenti, non dovrebbe, ma la cronaca nera ne è piena. Serve anche che la politica chieda una normativa adeguata in tal senso, al passo con i tempi, dove i controllori anche metodologie in remoto abbiano la possibilità di meglio vigilare sui bambini, senza più poter dire di non sapere, perché purtroppo quello che succede il più delle volte è che si prendono provvedimenti allorquando i classici buoi sono già scappati dalla stalla.

-Il caso di questi giorni in un asilo nido del luganese, ne è la prova-

Quante volte è capitato di sentire: tutti lo sapevano e nessuno ha avuto il coraggio di intervenire?

Ecco proprio in questo senso il perimetro interessato al gioco potrebbe essere ripreso per la sicurezza di tutti, compresa quella degli educatori, per sistemare problematiche che potrebbero sorgere con il proprio lavoro. Personalmente penso che chi non ha niente da temere non ha reticenze davanti a telecamere, che comunque vengono utilizzate per salvaguardare la professione dell'educatore, solo questione di abitudine, d'altronde quanti di noi in altre realtà siamo obbligato a confrontarci con controlli mirati e supertecnologici al nostro lavoro?

Per le istituzioni e per l'insegnamento sarebbe ovviamente diverso, non improntato sulla redditività di un progetto né di presenza, solo di sicurezza. Il rilascio dei permessi per i nuovi asili e le nuove scuole dovrebbe interessare l'obbligo a tali apparecchiature.

Che si lavori a progetti di videosorveglianza negli spazi sensibili per bambini.

 

 

 

 

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