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BELLINZONA
02.10.2019 - 16:380

«Il vostro Paese? Bellissimo, caro e un po’ troppo perfetto»

Lo dice l’influencer travel italiana Federica Di Nardo, reduce da un viaggio di sette giorni su suolo rossocrociato. A coinvolgerla è stata Svizzera Turismo

BELLINZONA – «La Svizzera? Bellissima. Forse un po’ cara. E un po’ troppo perfetta. Forse manca quel guizzo fuori dagli schemi che ti fa dire “wow”». Federica Di Nardo, 30 anni, bergamasca, è una influencer travel emergente. Molti Paesi la invitano per avere una sua foto o una sua recensione sui social, una sua opinione. Lo ha fatto di recente anche Svizzera Turismo. Tio/ 20 Minuti, Federica, l’ha intervistata. E le ha chiesto come si è trovata su suolo rossocrociato. In particolare, in Ticino.

Allora, Federica, come è andata?
Davvero molto bene. Sono stata alla grande. La vostra è una terra meravigliosa, vi ho trascorso 7 giorni indimenticabili.

Quali sono state le località che più ti hanno colpita?
La zona del lago dei quattro Cantoni. Il praticello del Grütli. E poi la regione di Interlaken, piena di turisti orientali, russi. Io sono una grande amante della montagna. La Jungfrau è mozzafiato.

E del Ticino cosa ci puoi dire?
Sono stata sul Monte Generoso e sul Ponte Tibetano, sopra Monte Carasso. Abbiamo camminato tantissimo. Però devo anche dire che la Svizzera è un Paese in cui si può viaggiare bene con i mezzi pubblici. È una caratteristica che vi va riconosciuta.

I ristoratori ticinesi vengono spesso accusati di essere poco accoglienti. Hai avuto questa percezione?
No. Anzi. E poi non vanno mai fatte generalizzazioni. Basta che capiti in un ristorante e incontri un cameriere che sta vivendo una giornata storta e allora ti fai delle idee. Passando magari il giorno dopo, e avendo a che fare con un altro dipendente, la percezione potrebbe essere diversa.

Hai fatto riferimento al perfezionismo della Svizzera. Spiegaci meglio.
C'è un’estrema cura in tutto. Forse eccessiva. In alcuni momenti, ho temuto che tutta questa perfezione estetica potesse nascondere sotto sotto una società in cui è complicato vivere. Noi italiani siamo scadenti sull'organizzazione e non sappiamo gestire le cose belle che abbiamo, ma siamo creativi. La Svizzera mi è sembrata molto livellata, quasi standardizzata ecco.

Altre critiche?
I prezzi. Non sono alla portata di tutti. Forse bisognerebbe creare dei pacchetti o delle iniziative affinché anche un pubblico meno abbiente possa visitare questa splendida nazione. Magari puntando di più sui Bed & Breakfast, ad esempio. Penso in particolare al Ticino, che dovrebbe attuare strategie per tenersi stretti potenziali turisti italiani, riuscendo a farli consumare sul posto.

Parliamo di te. Sui social, in particolare su Instagram (con 169.000 follower) sei piuttosto seguita. Come si diventa influencer travel?
Io preferisco farmi chiamare creatrice di contenuti, piuttosto che influencer. Ho iniziato questa attività a 24 anni. Sono laureata in diritto internazionale e istituzioni europee. Ma ho capito presto che la mia passione era un’altra. Ho aperto un blog di moda, ampliandolo poi ai viaggi. L’avvento dei social ha fatto il resto. Oggi ho un team di cinque persone e questo è il mio lavoro.

Chi sono le persone che ti seguono?
Molti italiani. Ma anche tante persone legate ai luoghi in cui sono stata. Un mio post sul Generoso è visto sicuramente anche da parecchi americani e indiani.

 

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