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LUGANO
27.12.2019 - 06:000
Aggiornamento : 30.12.2019 - 15:06

Lugano, l’isola che c’è... forse

Un’idea visionaria promossa dal famoso studio Ratti e dal MIC per il Municipio della città

LUGANO – Vi ricordate la proposta del linguista Alessio Petralli di trasformare il lungolago, tra la foce del Cassarate e il Lac, in una spiaggia? Le reazioni positive e critiche non si sono fatte attendere! Bene, ora immaginate una seconda puntata dei questo sogno: una grande isola rotante davanti a Palazzo civico e a piazza Rezzonico, con due passerelle a collegarla a riva. Un’isola che ospiti tanto verde, un bar, un auditorium, una piattaforma di tuffi e un’area educativa. Un’isola contornata da altre due isolette, una per un palco galleggiante a ridosso dalla riva e una dall’altro lato, dove poter far palestra. Più una zona dove poter fare il bagno.

Sogno irrealizzabile o forse persino utopico? Per me si tratta, a differenza della passerella sul Lago Maggiore, un’idea visionaria. A immaginare l’isola sono stati lo studio d’architettura del professore di urbanistica al MIT Carlo Ratti e lo studio MIC (Mobility In Chain), che tra i numerosi progetti si sta occupando del recupero e della riqualifica dell’area dell’Expo a Milano, uno dei progetti più importanti degli ultimi anni per la città lombarda.

«Il Municipio ha chiesto ai progettisti di immaginare il lungolago del futuro. Oltre all’isola, nel loro piano vi è un’altra idea forte, e altrettanto visionaria: la strada dinamica - ha affermato, senza celare un certo orgoglio, il sindaco Marco Borradori. Il Masterplan del lungolago e del centro è lo strumento con cui la città intende proporre delle soluzioni per la sistemazione degli spazi pubblici in relazione alle attività di manifestazioni ed eventi, così come per la promozione della residenza, del commercio e del turismo in centro. Si attendono soluzioni, inoltre, a tematiche di mobilità e logistica e risposte all’esigenza di accessibilità e di valorizzazione paesaggistica del lago».

Personalmente l’idea visionaria luganese mi piace perché è fattibile, sia dal punto di vista gestionale che finanziario. Avere idee originali spesso è molto più facile che sviluppare un progetto che abbia capo e coda. Complimenti!

Testo a cura di Claudio Rossetti
Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch
Link utile: www.viaggirossetti.ch
Foto: Un’idea visionaria, ma concreta (PR)

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