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Basta decimali: cambia il modo di contare i Bitcoin?

Al Plan ₿ Forum di Lugano, Aldert introduce un progetto che vuole mostrare Bitcoin in numeri interi. Nessun cambiamento nel protocollo: ciò che cambia, in sostanza, è solo come lo vediamo.
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Al Plan ₿ Forum di Lugano, Aldert introduce un progetto che vuole mostrare Bitcoin in numeri interi. Nessun cambiamento nel protocollo: ciò che cambia, in sostanza, è solo come lo vediamo.

Quanto costerebbe un caffè in Bitcoin? Qualcosa come 0,000043 BTC. Un numero che nessuno sa leggere con facilità, che in pochi sanno pronunciare e che scoraggia, manco a dirlo, chiunque si avvicini per la prima volta al mondo delle valute digitali. È partito proprio da questa considerazione Aldert, lead designer di Synonym - società che sviluppa strumenti per un'economia digitale basata su Bitcoin -, nel suo keynote "Make Sats Bitcoin Again" al Lugano’s Plan ₿ Forum, nel corso della quarta edizione della principale conferenza europea in ambito Bitcoin e tecnologie decentralizzate. La sua tesi, in breve, è la seguente: quei decimali, che rendono Bitcoin così ostico nell'uso quotidiano, non esistono davvero. In che senso?... vi starete chiedendo. I decimali, in pratica, sono un artificio visivo aggiunto negli anni iniziali del progetto, quando Bitcoin valeva più o meno qualche centesimo e si era reso necessario un modo pratico per gestire numeri enormi. Oggi, però, che un singolo Bitcoin si attesta intorno ai 90mila dollari, questa notazione è diventata inutile, quasi un ostacolo.

La pizza e le briciole

Per spiegare la proposta, Aldert ha stimolato il pubblico accorso al Palazzo dei Congressi di Lugano ad attivare la mente: «Immaginate che l'intera offerta di Bitcoin sia una pizza gigante, abbastanza grande da sfamare il mondo intero per sempre. Finora, abbiamo contato le fette: 21 milioni (il totale dei Bitcoin che verranno emessi e saranno quindi disponibili, ndr), il famoso limite. Ma se vogliamo far sedere tutti a tavola - ha evidenziato - dobbiamo iniziare a contare le briciole». Quelle "briciole", in sostanza, sono le unità base di Bitcoin, oggi chiamate “satoshi” o “sats”. La proposta in questione, nota come BIP-177, presentata dal CEO di Synonym John Carvalho e sostenuta pubblicamente da Jack Dorsey (il fondatore di Twitter, il social network che oggi si chiama X) suggerisce di eliminare i decimali dalle interfacce di wallet e applicazioni, mostrare le quantità in numeri interi e chiamare queste unità base semplicemente "bitcoin". Zero - ma proprio zero - modifiche/cambiamenti nel protocollo, nell'offerta massima o nella tecnologia.

A mutare è solo ciò che l'utente vede sullo schermo. Spiegata la questione nella sostanza, lo speaker protagonista del panel ha riservato il passaggio più provocatorio ad un aspetto, per certi versi, formale: cioè, il nome. Perché abbandonare "satoshi" in favore di "bitcoin"? Secondo Aldert, la risposta è pragmatica: «Bitcoin è il marchio più forte che abbiamo per il denaro e tutti, nel mondo, riconoscono quel simbolo. Perché sprecare questa riconoscibilità introducendo nomi diversi che creano solo confusione?», si è chiesto l’esperto. In breve, se è vero che il 97% della popolazione mondiale non usa ancora Bitcoin, è altrettanto plausibile che, per queste persone, "satoshi" non significhi nulla.

Da Bitkit a Square: chi l'ha già adottato

La proposta in questione, pertanto, non è rimasta un’idea solo sulla carta: Bitkit, il wallet sviluppato da Synonym, ha già adottato da tempo una visualizzazione in linea con questa impostazione, poi formalizzata nel 2025 dal BIP-177. «Non abbiamo registrato confusione né reclami», ha rimarcato con convinzione Aldert, evidenziando che questo risultato è frutto del fatto che «gli utenti apprezzano il cambiamento e si sentono più ricchi usando il nostro wallet». Le cose, poi, hanno incontrato un’accelerazione proprio lo scorso anno, quando Jack Dorsey ha segnalato pubblicamente il suo appoggio e la sua azienda, Square, ha integrato lo standard nei terminali di pagamento presentati alla conferenza Bitcoin che si svolge ogni anno a Las Vegas.

Tornando a Lugano e al keynote di Aldert, al termine della sua presentazione, Joe Nakamoto, moderatore dell’evento, ha chiesto alla platea di esprimersi, per alzata di mano, e circa due terzi dei presenti si sono dichiarati favorevoli ad una proposta che potrebbe essere avvalorata da un “dettaglio” non esattamente di poco conto: Aldert ha ricordato come, nel 2010, Satoshi Nakamoto osservò che, se fosse diventato scomodo lavorare con numeri troppo piccoli, si sarebbe potuta cambiare la posizione del punto decimale nella visualizzazione. «Credo - ha concluso - che quel momento sia proprio arrivato».

Il Plan ₿ Forum tornerà a Lugano venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026. Per ulteriori informazioni e per acquistarne i biglietti, visita la pagina ufficiale dell’evento.

Vuoi ascoltare integralmente il keynote di Aldert? La registrazione è disponibile sul canale Rumble della manifestazione, insieme a tutti gli interventi della quarta edizione.


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

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