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La scuola economica austriaca protagonista a Lugano

Saifedean Ammous, Rahim Taghizadegan e Knut Svanholm, condividendo alcuni aneddoti personali e non solo, hanno ripercorso al Plan ₿ Forum le radici intellettuali di Bitcoin: un viaggio tra economia, filosofia e moneta (sana).
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Saifedean Ammous, Rahim Taghizadegan e Knut Svanholm, condividendo alcuni aneddoti personali e non solo, hanno ripercorso al Plan ₿ Forum le radici intellettuali di Bitcoin: un viaggio tra economia, filosofia e moneta (sana).

«Avete reso la scuola economica austriaca di nuovo cool»: è il commento con cui Walker America, uno degli host dell’evento, ha accolto la sala gremita del Plan ₿ Forum, la quarta edizione della conferenza di riferimento in Europa per Bitcoin e le tecnologie decentralizzate, ospitata al Palazzo dei Congressi di Lugano il 24 e 25 ottobre scorsi. Il panel che stava per introdurre, "The History of the Austrian School of Economics", infatti, moderato da Dusan Matuska, è stato uno dei più coinvolgenti dell’intera conferenza, grazie a una conversazione che ha coinvolto tre figure di primissimo piano: Saifedean Ammous, economista e autore del celebre The Bitcoin Standard (tradotto in 39 lingue); Rahim Taghizadegan, fisico ed economista di origini iraniane cresciuto in Austria, diffusamente considerato come uno degli ultimi esponenti diretti della scuola economica austriaca; e infine Knut Svanholm, autore svedese di numerose pubblicazioni sulla creazione di Satoshi Nakamoto.

L'obiettivo? Spiegare perché la scuola economica austriaca sia fondamentale per comprendere davvero Bitcoin.

Tre strade… verso la stessa scuola

Tutto è partito dalle storie personali dei relatori. Svanholm, ad esempio, ha raccontato di essere arrivato all'economia austriaca proprio attraverso il già citato libro “The Bitcoin Standard”: «Da lì sono andato più a fondo, leggendo Rothbard e Mises». Taghizadegan, a sua volta, ha strappato un sorriso alla platea: austriaco, letteralmente, non riusciva a trovare la scuola austriaca nel suo stesso paese. «La sua clamorosa assenza in Austria ha attirato la mia attenzione quando ne ho sentito parlare… negli Stati Uniti». L'aneddoto più d’impatto è arrivato a seguire da Ammous, che ha fatto viaggiare il pubblico portandolo con la mente nel suo appartamento di New York, nel 2008, nel pieno della crisi finanziaria globale: «Stavo leggendo un saggio di Murray Rothbard. A un certo punto, leggo che, se potessimo inventare una forma di moneta con un'offerta fissa, che nessuno possa aumentare, sarebbe la moneta migliore possibile. Quel testo, quel momento mi ha cambiato la vita, perché tutto ha iniziato ad avere senso».

Da Vienna a Bitcoin: perché la moneta è tutto

Taghizadegan ha poi ricostruito il contesto storico in cui la scuola economica austriaca è nata, nella Vienna di fine Ottocento: era un hub globale in crisi e nel quale la fiducia nelle élite stava crollando. «Il circolo di Mises era un seminario privato, fuori dall'accademia, con imprenditori, banchieri e studiosi di diverse discipline. La cosa sorprendente è una, in particolare, e cioè il fatto che non discutessero di politica quotidiana, ma si interrogassero su qualcosa di più profondo: su quali basi possiamo fidarci di ciò che crediamo di sapere?», ha raccontato, lasciando poi ad Ammous porre l’accento su uno dei concetti chiave della conversazione.

«L’intuizione profonda della scuola austriaca è che, in ultima analisi, sono gli individui ad agire, perché sono gli individui a percepire il mondo», ha spiegato l’autore di “The Bitcoin Standard”, sottolineando come valore e decisioni economiche nascano sempre da scelte soggettive e non da entità collettive astratte. Con un esempio accessibile a chiunque, Ammous ha poi richiamato il tema del “valore soggettivo”, focalizzandosi sul petrolio: «Era considerato un rifiuto, qualcosa da togliere dalla terra per lasciare spazio alla coltivazione. Poi gli esseri umani hanno capito che poteva alimentare dei motori, così è diventato prezioso. La composizione chimica non era cambiata, insomma: era cambiata la percezione.

Un principio, questo, che richiama da vicino la storia della stessa invenzione di Satoshi Nakamoto, fondata su un protocollo che ha acquisito valore proprio perché gli esseri umani ne hanno riconosciuto l'utilità.

Le domande su cui riflettere

In chiusura, Dusan Matuska, nelle vesti di moderatore, ha chiesto ai relatori di suggerire al pubblico delle domande su cui riflettere una volta tornati a casa. Ammous non ha avuto dubbi: «Perché l'offerta di moneta deve per forza aumentare? Fate questa domanda a un economista e guardatelo andare in cortocircuito. I vostri telefoni costano meno ogni anno, eppure continuate a comprarli», ha evidenziato, per dimostrare che le persone non smettono di acquistare solo perché i prezzi calano (una delle obiezioni più comuni alla moneta sana, che però, evidentemente, non regge). Svanholm, dal canto suo, ha chiuso con due domande speculari: «Quando facciamo pratica in qualcosa, miglioriamo o peggioriamo? Miglioriamo, ovviamente. E se l'umanità migliora costantemente nel produrre beni, perché i prezzi non scendono? La risposta è che il metro con cui li misuriamo - la moneta tradizionale - perde valore. Se li misurate in Bitcoin, scoprirete che i prezzi scendono, eccome».

Il Plan ₿ Forum tornerà al Palazzo dei Congressi di Lugano venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026. Per ulteriori informazioni e biglietti visita la pagina ufficiale.

Vuoi ascoltare il panel completo sulla scuola economica austriaca? La registrazione integrale
è
disponibile sul canale Rumble della manifestazione, insieme a tutti gli interventi della quarta edizione.


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

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