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Quando l'intelligenza artificiale paga con i Bitcoin

Il co-fondatore di Alby, Moritz Kaminski, ha mostrato a Lugano come gli agenti AI possano già oggi comprare beni e servizi in Bitcoin, mentre altri servizi digitali ricevono già pagamenti sulla Lightning Network.
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Il co-fondatore di Alby, Moritz Kaminski, ha mostrato a Lugano come gli agenti AI possano già oggi comprare beni e servizi in Bitcoin, mentre altri servizi digitali ricevono già pagamenti sulla Lightning Network.

Pagare in Bitcoin dovrebbe essere semplice come inviare un'email: è la visione che guida Moritz Kaminski, co-fondatore di Alby, azienda open source che sviluppa strumenti per rendere questa tipologia di pagamenti accessibili a chiunque, tanto nel browser quanto nelle applicazioni di uso quotidiano. Al Plan ₿ Forum dello scorso ottobre, Kaminski ha mostrato come questo scenario si stia concretizzando in un ambito che, fino a poco tempo fa, sembrava fantascienza: i pagamenti automatici effettuati da agenti di intelligenza artificiale.

Il punto di partenza del keynote è stato un problema tanto semplice da descrivere, quanto complesso da risolvere. Gli assistenti digitali, per quanto sofisticati, non avevano fino a poco tempo prima la possibilità di effettuare pagamenti. A determinare un cambiamento è stato l'arrivo di nuovi protocolli aperti - standard tecnici condivisi, utilizzabili da qualsiasi sviluppatore - che permettono di collegare un wallet Bitcoin a un agente AI, dando a questo la capacità di gestire transazioni in modo autonomo.

Per spiegare come funziona il collegamento tra wallet e applicazioni, Kaminski ha usato un'analogia efficace: «È un po' come le USB-C, ma per i wallet e le app», ha spiegato Kaminski, per evidenziare il fatto che il sistema consenta di collegare portafogli digitali e applicazioni senza particolari competenze tecniche.

«Comprami una gift card»: la demo dal palco

Per rendere il concetto più concreto, Kaminski ha condiviso con il pubblico una dimostrazione pratica. Ha chiesto al suo agente AI di acquistare una gift card su Bitrefill - una nota piattaforma di e-commerce che accetta Bitcoin -, e così l’assistente ha cercato il prodotto, ha completato l'acquisto e ha pagato in Bitcoin direttamente dal wallet dello speaker, il tutto attraverso una semplice conversazione in chat.

L’esperto, a quel punto, ha posto in evidenza il fatto di non aver dovuto aprire siti, cercare prodotti o scansionare codici QR: è bastato chiedere all’agente di eseguire l’operazione, nient’altro. Ma la prospettiva più interessante riguarda il passo successivo: servizi digitali che possono già vendere dati e funzioni ad altri agenti AI, facendosi pagare in Bitcoin. Durante il keynote, infatti, Kaminski ha illustrato un modello in cui un servizio digitale - ad esempio un fornitore di dati meteorologici - può essere reso accessibile ad altri agenti AI tramite un sistema di pagamento automatico in Bitcoin. L'agente che richiede il servizio paga, il sistema o l’agente che lo fornisce incassa: il tutto senza intervento umano.

«Non serve essere sviluppatori»

Il messaggio con cui Kaminski ha concluso il suo intervento è stato netto: non serve avere una lunga esperienza da sviluppatore per replicare quanto mostrato. Tutto ciò che serve è un wallet Lightning e l'accesso consapevole a un agente AI, che oggi è disponibile online per chiunque. Una soglia d'ingresso che, secondo il co-fondatore di Alby, rende questo scenario più che una promessa per il futuro, ma qualcosa di concretamente sperimentabile già oggi.

Il Plan ₿ Forum tornerà al Palazzo dei Congressi di Lugano venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026.
Per ulteriori informazioni e biglietti, visita la pagina ufficiale.

Vuoi ascoltare il keynote completo di Moritz Kaminski? La registrazione integrale è disponibile sul canale Rumble della manifestazione, insieme a tutti gli interventi della quarta edizione.


Questo articolo è stato realizzato da Lugano's Plan ₿, non fa parte del contenuto redazionale.

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