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COMUNALI 2024Il Comune di domani, “Gouverner c’est prévoir”

27.03.24 - 17:20
Simona Rusconi, sindaca di Massagno e Candidata per il Municipio per la lista Il Centro
Simona Rusconi
Il Comune di domani, “Gouverner c’est prévoir”
Simona Rusconi, sindaca di Massagno e Candidata per il Municipio per la lista Il Centro

MASSAGNO - Da quando sono sindaca a Massagno, spesso mi sono sentita chiedere: “Come vedi la Massagno di domani? Che idee hai sulla questione delle aggregazioni e delle collaborazioni sovracomunali?”. O insomma, più fuori dai denti: “In futuro faremo parte della Grande Lugano? Ci sarà un’aggregazione in Collina o resteremo da soli?”.

Provo a dire come la penso, anche se premetto che potrei cambiare idea, proprio perché il mio motto (“Ascoltare, dialogare, costruire insieme”) non è puro marketing elettorale e dunque ci sarà una crescita anche nella mia visione politica.

Per quanto vedo oggi, è chiaro che il Ticino di domani avrà un numero più ristretto di Comuni. Ma è altrettanto chiaro che si tratta di un processo che richiederà tempo e anche un profondo cambiamento culturale, di mentalità.

Questo perché – stando a quel abbiamo imparato in questi anni – le grosse aggregazioni hanno portato sicuri benefici ma anche sovente un impoverimento dei quartieri, con un appiattimento di identità.

Detto in altre parole e per quel che mi tocca più da vicino: Massagno ha una vita di comunità importante, caratterizzata da un’abitudine consolidata alla condivisione. Sono numerose, ad esempio, le associazioni che garantiscono occasioni di incontro e di crescita a giovani, meno giovani e anche anziani.

Vorrei evitare che questo possa anche solo affievolirsi, e per questa ragione opterei in una prima fase per incrementare le collaborazioni intercomunali. L’adagio potrebbe essere: “Uniamo le forze, ottimizziamo le risorse, miglioriamo la qualità dei servizi ai cittadini”.

Sono convinta che l’autonomia comunale sia un elemento che facilita l’assunzione di responsabilità personale e una crescita comune, ma credo anche alla condivisione con altri Comuni di progetti ben pensati e discussi insieme.

Esempi? Mettere in rete le Case anziani di più Comuni, sviluppare -come già accade- una Polizia sovra comunale, creare asili nido e istituti scolastici intercomunali, sviluppare in rete attività culturali.

Se, così facendo, imparassimo a lavorare al di là dei confini comunali, si creerebbero le premesse per eventuali prossime aggregazioni. Per esempio, sulla collina Ceresio Nord. Meglio se saranno la risultante di progetti condivisi e della voglia di gestire insieme una realtà più complessa, di lungo termine, mantenendo e valorizzando le peculiarità dei Comuni aggregati. È questo che intendevo parlando di un processo di crescita culturale.

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