20min/Taddeo Cerletti
SVIZZERA
07.09.2021 - 07:000
Aggiornamento : 08:18

I pagamenti con lo smartphone sono sempre più diffusi

Quando si tratta di fare un pagamento, l'80% degli svizzeri lo fa contactless. Nel 40% dei casi col dispositivo mobile

ZURIGO - Che sia Twint, Apple Pay o Samsung Pay, il cosiddetto mobile payment è sempre più diffuso. E nei prossimi anni potrebbe scalzare non soltanto il contante ma anche le carte di credito e di debito. «Lo smartphone è il portafoglio del futuro» afferma infatti Michael Kuhn, esperto di Comparis, sulla base dei risultati di un sondaggio rappresentativo del servizio di confronti.

I pagamenti contactless (tra cui quelli effettuati col proprio dispositivo mobile) hanno avuto la spinta decisiva dalla pandemia. E al momento si tratta di un metodo di pagamento che viene impiegato dall'80% degli svizzeri. Prima del coronavirus, lo usava il 60%.

Un successo, lo sottolinea ancora Comparis, determinato anche dal fatto che durante la pandemia il limite per i pagamenti senza contatto e senza l'inserimento del codice PIN è stato aumentato da 40 a 80 franchi. 

Per quanto riguarda i pagamenti con dispositivi mobili come smartphone e smartwatch, se prima della pandemia era appena il 13% degli intervistati a utilizzarli almeno una volta alla settimana, attualmente la percentuale è già circa del 40%.

Il telefono per piccoli importi - E il mobile payment è di gran lunga il preferito per i piccoli importi fino a 50 franchi Quando invece bisogna pagare prezzi leggermente più alti, tra i 50 e i 500 franchi, a dominare la classifica sono le carte di debito e di credito. Per importi superiori si ricorre maggiormente all’acquisto con fattura e all’acquisto a rate. Il contante è ormai stato spodestato in tutte le categorie.

Prima delle misure di contenimento del coronavirus, il 39% gli intervistati pagava ogni giorno con monete e banconote. Da allora, la percentuale è scesa ad appena il 28%. Paga cash almeno una volta a settimana invece il 78% dei partecipanti al sondaggio (prima del Covid: 86%). Rispetto all’anno Covid 2020, comunque, l’utilizzo settimanale del denaro contante è risalito di 4 punti percentuali.

Una Svizzera “cashless”? Conta la sicurezza dei dati - Il progressivo abbandono di monete e banconote si rispecchia anche nella domanda “Potrebbe immaginarsi una Svizzera senza contanti?”. Il 49% dei partecipanti al sondaggio si è dichiarato in parte o del tutto favorevole, ma solo a condizione che né lo Stato né soggetti terzi abbiano accesso ai dati. «La sicurezza dei dati, quindi, è anche il fattore chiave per vedere un domani una Svizzera senza contanti» conclude Kuhn. Il 55% degli intervistati, ad esempio, non riesce a immaginarsi una Svizzera “cashless” perché teme un’eccessiva sorveglianza sul traffico dei pagamenti.

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