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MADAGASCARIl ciclone Batsirai ha lasciato il Madagascar, dopo aver provocato 20 morti

07.02.22 - 14:16
Cinque componenti del Corpo svizzero di aiuto umanitario sono giunti sul posto
keystone-sda.ch / STR (Alexander Joe)
MADAGASCAR
07.02.22 - 14:16
Il ciclone Batsirai ha lasciato il Madagascar, dopo aver provocato 20 morti
Cinque componenti del Corpo svizzero di aiuto umanitario sono giunti sul posto

ANTANANARIVO - Il ciclone tropicale Batsirai ha lasciato il Madagascar dopo aver ucciso 20 persone, costretto altre 55mila a lasciare la propria abitazione e devastato l'agricoltura dell'isola, già colpita dalla siccità: lo ha affermato l'Unicef, aggiungendo che molte vittime sono probabilmente bambini, componenti per oltre il 50% della popolazione malgascia.

Batsirai si è abbattuto nella parte orientale del Madagascar sabato sera, portando forti piogge e venti di 165 chilometri orari. Jean Benoit Manhes, rappresentante del Fondo dell'Onu per l'infanzia nel Paese, ha precisato che «Batsirai ha lasciato il Madagascar stamattina alle 7 (ora locale)».

L'agenzia per la gestione delle calamità del Madagascar ha riferito che il ciclone ha ucciso 20 persone, costringendone 55mila ad abbandonare le proprie case. La città di Mananjary, nella parte orientale del Paese, «è stata completamente distrutta», ha detto un suo abitante.

Reduce dalla tempesta tropicale Ana, che di recente ha ucciso 55 persone, il Madagascar è vittima del cambiamento climatico globale di cui secondo il presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, il continente sta"sopportando sia il peso che il costo".

Cinque svizzeri sul posto - Per rispondere ai bisogni impellenti della popolazione civile, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha deciso in inviare sul posto cinque specialisti del Corpo svizzero di aiuto umanitario, di cui tre esperti in problemi legati all'acqua potabile. Il distaccamento è partito ieri dalla Svizzera e dovrà valutare la situazione in loco assieme alla ONG Medair allo scopo di preparare l'invio di oltre due tonnellate di materiale nei prossimi giorni, soprattutto equipaggiamenti per l'analisi, la depurazione e la distribuzione di acqua potabile.

Al momento, il DFAE ha sbloccato 300mila franchi per rispondere ai bisogni urgenti della popolazione. A seconda della situazione in loco, l'impegno finanziario elvetico potrebbe evolvere.

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