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Quel che resta di Tonga, nelle prime foto da terra

NUOVA ZELANDAQuel che resta di Tonga, nelle prime foto da terra

20.01.22 - 07:26
I soccorsi sono infine riusciti ad arrivare, altri arriveranno presto, mentre sull'isola l'acqua inizia a scarseggiare
Imago/Zuma
NUOVA ZELANDA
20.01.22 - 07:26
Quel che resta di Tonga, nelle prime foto da terra
I soccorsi sono infine riusciti ad arrivare, altri arriveranno presto, mentre sull'isola l'acqua inizia a scarseggiare

AUCKLAND - Dopo gli scatti aerei di ieri mattina, sono arrivate - fra la serata di oggi e questa mattina - le prime immagini scattate a terra. In queste Tonga si mostra, dopo un oscuramento durato diversi giorni, devastata e grigia per la polvere vulcanica.

Alberi sradicati, case distrutte e strade sepolte nella fuliggine. È questo lo scenario apocalittico che si sono trovati di fronte i soccorsi, ma anche i rappresentanti dei media, arrivati a bordo di un aereo dell'esercito neozelandese che è riuscito finalmente ad atterrare.

«Un focolaio è l'ultima cosa che serve» - Prima di poterlo fare è stato però necessario «uno sforzo faraonico» per ripulire dai lapilli - dannosissimi per i rotori dell'aereo - la pista dell'aeroporto locale. Una volta a terra, per gli"stanieri" è valsa la regola dei"contatti zero" con gli autoctoni.

Questo perché Tonga, fino a pochissimo tempo fa, era una delle poche nazioni al mondo senza un singolo caso di Covid. Il rischio di un contagio-lampo, anche vista la precaria situazione, è quindi da evitare assolutamente: «Faremo attenzione in maniera estrema, l'ultima cosa che serve a questo Paese è un'epidemia», ha commentato ai media il retroammiraglio Jim Gilmour.

Gli aiuti, via acqua e via terra - Previsto per oggi è anche l'arrivo, questa volta via mare, della HMNZS Wellington della Marina neozelandese con una parte degli aiuti e anche per valutare la situazione al porto. A questa seguirà l'assai più grande HMNZS​ Aotearoa, questo venerdì. A bordo provviste, medicinali, 250'000 litri d'acqua e un impianto di desalinizzazione.

A queste seguiranno anche gli aerei, decollati da poco, così come le navi partite dall'Australia. Fra gli Stati aperti a un possibile aiuto c'è anche la Cina, come confermato dallo stesso presidente Xi Jinping.

L'acqua inizia a scarseggiare - Ed è proprio la faccenda dell'acqua a preoccupare perché molte delle cisterne di acqua potabile sono contaminate dalle polveri vulcaniche. Il sistema idrico, dal canto suo, è fuori uso così come la banda larga, spezzata dalle scosse telluriche sottomarine. 

Altro aspetto a preoccupare, sono le condizioni nelle aeree più periferiche, soprattutto nella parte orientale di Tonga, pesantemente colpita dalle ondate di tsunami. 

Stando alle prime stime delle Nazioni Unite degli 84'000 abitanti dello Stato atollare, l'80% è stato colpito in maniera molto importante.

 

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