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FRANCIAIl capo dell'Interpol denunciato per tortura

18.01.22 - 15:02
L'Ong che lo ha citato in giudizio ritiene che si trovi su suolo francese e che quindi la giustizia possa intervenire
Keystone
Il capo dell'Interpol denunciato per tortura
L'Ong che lo ha citato in giudizio ritiene che si trovi su suolo francese e che quindi la giustizia possa intervenire

LIONE - Una nuova denuncia per «tortura» e «atti di barbarie» è stata depositata oggi a Parigi presso il polo responsabile dei crimini contro l'umanità della procura antiterrorismo (Pnat) della Francia nei confronti di Ahmed Nasser Al-Raisi, il nuovo presidente di Interpol.

L'ex responsabile di polizia degli Emirati Arabi Uniti è stato eletto a fine novembre alla guida dell'organizzazione internazionale per la cooperazione di polizia, con sede a Lione, e si troverebbe dunque in Francia. È stato già oggetto di due denunce archiviate dal Pnat per mancata competenza. Secondo l'Ong Gulf Centre for Human Rights, che ha nuovamente sporto denuncia, Al-Raisi si trova questa volta «sul territorio francese», dove si trova la sede di Interpol, questo basterebbe dunque alla giustizia francese per occuparsi del dossier.

Ex responsabile della polizia degli Emirati, il capo di Interpol è accusato, in particolare, di «torture» nei confronti dell'oppositore Ahmed Mansoor, imprigionato in isolamento da quattro anni. Militante dei diritti umani, Mansoor venne arrestato nel 2017 e condannato a dieci anni di carcere per avere, criticato le autorità degli Emirati Arabi Uniti e disonorato l'immagine del Paese sui social network. Le torture sono motivo di eccezione all'immunità diplomatica di cui Ahmed Nasser Al-Raisi si avvale secondo gli accordi del 2008 tra Francia e Interpol.

Questa è la terza volta in un anno che il capo di Interpol viene denunciato per lasciare i detenuti in «condizioni deplorevoli» e per «averli torturati». La prima era stata intentata da Rodney Dixon che si occupa del caso di due cittadini britannici, Matthew Hedges et Ali Issa Ahmad. La seconda risale a ottobre ed è stata intentata dalla stessa Ong che oggi attacca Ahmed Nasser Al-Raisi.

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