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GERMANIAUsano l'app Covid per trovare testimoni, ma non avrebbero potuto

13.01.22 - 06:00
La polizia di Magonza è finita al centro delle critiche per l'uso improprio di un'app per il tracciamento dei contatti
Keystone
Usano l'app Covid per trovare testimoni, ma non avrebbero potuto
La polizia di Magonza è finita al centro delle critiche per l'uso improprio di un'app per il tracciamento dei contatti
L'uso di quest'app per motivi non sanitari non sarebbe consentito, con la discussione sulla privacy che si è nuovamente accesa

MAGONZA - La polizia tedesca ha usato un'app di ricerca di contatti Covid per rintracciare alcuni testimoni in un caso di cronaca locale avvenuto a Magonza, ciò che ha provocato una marea di critiche.

La decisione, riportano i giornali tedeschi, ha rapidamente fatto parlare di sé, provocando la forte reazione dei sostenitori della protezione dei dati e di molti politici, che temono che un «uso improprio» dell'app Covid potrebbe minare ancor più la fiducia pubblica nei confronti delle istituzioni.

Riassumenti quanto accaduto, le indagini erano relative alla morte di un individuo al di fuori di un ristorante della città. Nell'indagine sul caso, la polizia è riuscita ad ottenere i dati dell'App Covid chiamata "Luca", che aiuta gli esercenti nella raccolta dei contatti, registrando l'intervallo di tempo che hanno passato in un locale le persone presenti. Grazie a queste informazioni - che andrebbero usate per motivi prettamente sanitari - la polizia ha individuato e contattato 21 potenziali testimoni.

«Un abuso dei dati»
Tra i primi ad esprimersi sono stati gli sviluppatori dell'app, l'azienda privata "culture4life", che hanno criticato aspramente le azioni delle autorità. «Condanniamo l'abuso dei dati di Luca, che vanno raccolti per proteggere dalle infezioni» ha scritto l'impresa in un comunicato. Nella nota, l'azienda ha anche aggiunto che riceve frequenti richieste per i suoi dati da parte delle forze dell'ordine, ma che queste richieste sono abitualmente negate: «Non abbiamo neanche noi accesso ai dati, è questo il senso della crittografia».

Alcuni politici si sono mostrati concordi. «Non dobbiamo permettere che la fiducia nelle app digitali, che sono uno strumento importante nella lotta contro il Covid, scompaia», ha detto all'Handelsblatt il parlamentare verde Konstantin von Notz.

Le scuse delle autorità
D'altronde, come riportato dal Tagesschau, l'uso dei dati dell'app Luca «non è permessa per scopi di applicazione della legge», sulla base delle norme relative alla protezione dei dati.

Ciò è stato confermato anche dal Ministero pubblico di Magonza, che ha espresso rammarico per quanto successo. «Non c'è nessuna base giuridica sufficiente per il recupero dei dati», ha ammesso in un comunicato, spiegando che il problema è emerso a causa «di una valutazione errata della legge». «I collaboratori del Ministero pubblico saranno sensibilizzati sul tema, e sarà garantito che tali dati «non verranno utilizzati ulteriormente».

«Cancellate l'app»
Altri invece puntato il dito anche contro gli sviluppatori e contro l'app, come riporta il Welt. Alexander Salomon, parlamentare dei Verdi, ha ad esempio chiesto - insieme ad alcuni esponenti dei liberali (come Daniel Karrais) - che lo strumento digitale venga cancellato dai telefoni cellulari e che il contratto in scadenza con il provider non venga prorogato. Anche perché «per quanto riguarda gli avvertimenti e il tracciamento, l'app Luca è morta» ha detto Salomon.

Resta da vedere se il Land del Baden-Württemberg terminerà o meno il contratto con la società di gestione. Secondo il Ministero della salute, non sarà chiarito fino alla fine di febbraio e quindi poco prima della scadenza se il contratto con il fornitore sarà esteso oltre marzo.

 

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