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04.08.2020 - 18:060
Aggiornamento : 23:29

Colossali esplosioni sconquassano Beirut: almeno 70 morti e 2'750 feriti

Danni ingenti per diversi chilometri, la causa parrebbe essere lo scoppio di un deposito di fuochi d'artificio

È rimasta leggermente ferita anche l'ambasciatrice svizzera, come ha fatto sapere il DFAE

BEIRUT - Due scoppi devastanti hanno fatto tremare Beirut oggi pomeriggio. Stando ai media locali, si sono verificati nell'area portuale della capitale libanese.

Il botto colossale sarebbe originato da uno stabile o un imbarcazione che conteneva fuochi d'artificio, causando danni alle abitazioni per diversi chilometri. Le autorità hanno spiegato che l'esplosione sarebbe dovuta anche a materiali «altamente esplosivi» (si parla di tonnellate di nitrato) che erano stati sequestrati in passato e poi stoccati nell'area in questione.

In serata il primo ministro libanese, Hassan Diab, ha detto che «i responsabili pagheranno per quanto accaduto». E ha affermato - come riportano vari media - che è stata avviata un'indagine sulla presenza di un magazzino «pericoloso» che si trova nell'area dal 2014. Non ha però fornito ulteriori dettagli.

Almeno 50 morti e 2'750 di feriti - La conta delle vittime è ancora in corso. Ma nel frattempo si parla già di almeno 70 morti e 2'750 feriti, come ha fatto sapere il ministro della salute Hamad Hassan.

Le esplosioni hanno fatto anche crollare un edificio di tre piani e si cercano persone intrappolate sotto le macerie, come riferiscono fonti mediche locali.

La colonna di fuoco, stranamente rosa, è visibile da tutta la città. Gli spaventosi video della deflagrazione sono diventati virali, girando su WhatsApp e Twitter. Per ora non si sa se si tratti di una sfortunato incidente, di un attentato o di un attacco.

Feriti respinti dagli ospedali - «Stavo camminando, all'improvviso mi sono ritrovata a terra», racconta la reporter di Al Jazeera Zeina Khodr che si trova sul posto, «c'è il panico, il caos e ci sono vetri rotti ovunque».

«Tutta la mia casa ha tremato ed è crollato tutto, sono qui nella mia abitazione distrutta con la testa e il collo tagliati e insanguinati», racconta in lacrime in diretta all'emittente una libanese.

Stando alla reporter dell'AFP Maya Gebeily, che si trova anche lei sul posto, gli ospedali starebbero mandando via i cittadini con ferite al capo e al viso perché sono troppo oberati, oppure sono troppo danneggiati per prendersene cura.

«Sembrava Hiroshima» - «Beirut è una città distrutta», e le esplosioni di oggi «sembravano Hiroshima»: lo ha detto a un'emittente libanese, trattenendo a stento le lacrime, il governatore della capitale libanese, Marwan Aboud, definendo quanto accaduto «un disastro nazionale senza precedenti».

Aboud si è recato sul luogo dell'esplosione, al porto di Beirut, rivelando che tra i dispersi vi sarebbero numerosi vigili del fuoco accorsi sul posto per spegnere l'incendio conseguente alla prima esplosione.

Ferita l'ambasciatrice elvetica a Beirut - L'enorme onda d'urto ha colpito anche l'Ambasciata elvetica e la residenza dell'ambasciatore svizzero. L'ambasciatrice Monika Schmutz - come fa sapere il Dipartimento federale degli affari esteri - è rimasta leggermente ferita e si è recata in ospedale per ulteriori accertamenti. Il resto del personale dell'ambasciata è in buona salute, ma non è stato ancora raggiunto un membro del personale locale. La rappresentanza svizzera sta verificando il coinvolgimento di altri cittadini svizzeri nell'esplosione. Finora non ci sono indicazioni in merito.

 

 

keystone-sda.ch (WAEL HAMZEH)
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