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ISRAELE

Netanyahu: «Entreremo a Rafah anche se ci fosse un accordo sugli ostaggi»

Il premier israeliano lancia anche un avvertimento al Libano: «Forse sarà necessaria un'operazione militare al nord»
Netanyahu: «Entreremo a Rafah anche se ci fosse un accordo sugli ostaggi»
Foto Imago
Fonte ATS
Netanyahu: «Entreremo a Rafah anche se ci fosse un accordo sugli ostaggi»
Il premier israeliano lancia anche un avvertimento al Libano: «Forse sarà necessaria un'operazione militare al nord»
TEL AVIV - «Forse sarà necessaria un'operazione militare al nord». Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu riferendosi allo scontro con gli Hezbollah in Libano.Netanyahu ha poi confermato che le richieste di Hamas per un cessate il fu...

TEL AVIV - «Forse sarà necessaria un'operazione militare al nord». Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu riferendosi allo scontro con gli Hezbollah in Libano.

Netanyahu ha poi confermato che le richieste di Hamas per un cessate il fuoco «sono folli». «Il loro significato è sconfiggere Israele e noi - ha aggiunto - non lo possiamo accettare».

Poi ha ribadito che solo «una pressione militare forte e trattative determinate porteranno al ritorno degli ostaggi». Il premier ha quindi confermato l'operazione a Rafah. «Anche se si dovesse ottenere un accordo sugli ostaggi - ha spiegato Netanyahu - entreremo a Rafah. Non c'è alternativa per una vittoria totale e non c'è altra maniera per eliminare Hamas e i suo battaglioni sul posto».

Una mossa avversata dagli Usa e dalla comunità internazionale. «Coloro che voglio impedirci di agire a Rafah, in pratica - ha ribattuto Bibi - ci dicono di perdere la guerra. Così ho ripetuto anche al presidente Biden. E ai leader mondiali dico che Israele combatterà fino a ottenere la vittoria completa. Questo include, ovviamente, anche l'azione a Rafah, dopo lo sgombero dei civili».

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