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COLOMBIAEx guerriglieri riciclati nel turismo: «Abbiamo sostituito i fucili con i remi»

28.07.22 - 19:30
L’accordo di pace tra la milizia Farc e il governo colombiano ha portato molti combattenti a cambiare professione
Imago
Ex guerriglieri riciclati nel turismo: «Abbiamo sostituito i fucili con i remi»
L’accordo di pace tra la milizia Farc e il governo colombiano ha portato molti combattenti a cambiare professione

BOGOTÀ - «Bisogna essere pazzi per preferire la guerra alla pace». È quanto sostiene Frellin Noreña, una volta guerrigliero per la milizia delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e ora guida turistica che accompagna i visitatori a scoprire le bellezze del paese. L’esempio di Norena non è isolato, si tratta piuttosto di un fenomeno comune tra i circa settemila soldati che hanno deciso di deporre le armi dopo gli accordi di pace firmati con il governo colombiano nel 2016. 

Il turismo come alternativa - L’iniziativa, che mira a reintegrare i vecchi guerriglieri nella società del paese utilizzando il settore del turismo, è sostenuta anche dalle Nazioni Unite. La conoscenza delle foreste amazzoniche e l’esperienza maturata durante gli anni di guerriglia, sono utilizzate per condurre i turisti a esplorare regioni remote praticamente inesplorate. Escursioni, osservazioni degli uccelli, cucina locale e rapide lungo i fiumi occupano le attività dei vecchi miliziani.  

I segni della guerra però sono ancora ben visibili nel paese. I molti anni di lotte intestine tra i gruppi paramilitari e il governo hanno martoriato il territorio. Per stanare i guerriglieri nascosti nelle foreste, l'esercito regolare colombiano ha riversato chili di esplosivo nelle campagne.

Un paese martoriato dalla guerra - Gli accordi del 2016 avrebbero dovuto ricollegare le aree rurali totalmente isolate con i centri cittadini. Molte promesse invece non sono state rispettate. «In Colombia la campagna è stata abbandonata» afferma Fredy Conde, ex guerrigliero e guida fluviale. Il turismo proposto dalle iniziative dell’Onu vuole inoltre rilanciare il dibattito sulle condizioni dei contadini nelle campagne colombiane. Una parte della popolazione dimenticata impantanata in una povertà che, secondo gli accordi del 2016, il governo avrebbe dovuto risolvere. I medici si contano sulle dita di una mano e le tratte stradali che tra i villaggi sono ormai impraticabili oppure non esistono del tutto. 

Un passato ancora in ombra - L’attività turistica fatica a decollare a causa degli episodi di violenza ormai quotidiani nel Paese. Appena il 10% dei clienti di Fredy Conde provengono dall’esterno. Le tensioni permanenti tra piccole milizie locali tengono lontani i turisti internazionali. Lo scorso 2018 la commissione per la verità, incaricata di riaprire le cicatrici della guerra civile per far luce sulle atrocità commesse da entrambe le frazioni del conflitto, ha rilasciato al governo il documento dell’indagine. Tra il 1985 e il 2018, 450mila persone hanno perso la vita nei combattimenti tra milizie urbane ed esercito regolare mentre il bilancio degli sfollati è salito addirittura a 7 milioni di persone che hanno lasciato le loro abitazioni. 

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