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AFGHANISTAN / NUOVA ZELANDAReporter incinta accolta dai Talebani? Forse perché straniera...

01.02.22 - 06:00
Il gesto caritatevole dei Talebani? Per molti sarebbe solo la faccia che mostrano al mondo esterno
AFP
Reporter incinta accolta dai Talebani? Forse perché straniera...
Il gesto caritatevole dei Talebani? Per molti sarebbe solo la faccia che mostrano al mondo esterno
Il caso di Charlotte Bellis ha provocato reazioni dall'Afghanistan ma anche dalla Nuova Zelanda, che ha difeso le sue misure

KABUL / WELLINGTON - I talebani vengono regolarmente criticati per la loro repressione dei diritti delle donne, per le loro torture, e per l'uccisione di attiviste e attivisti all'interno dell'Afghanistan. Per questo ha fatto scalpore la storia raccontata dalla reporter neozelandese Charlotte Bellis, che in cerca di un posto dove andare, ha dichiarato di essere stata accolta dai Talebani.

La sua testimonianza è stata però criticata da osservatori, attivisti dei diritti civili del popolo afgano e anche dagli afgani stessi.

«La sua storia è solo una continuazione di come i non afghani siano trattati diversamente dai Talebani rispetto agli afghani», ha spiegato il giornalista austro-afghano Emran Feroz in un tweet. Ad esempio - come nel caso della Bellis - i giornalisti. «Quelli afgani hanno spesso affrontato minacce, pestaggi, torture e omicidi mentre i non afghani (occidentali europei/americani ecc.) hanno avuto tonnellate di privilegi e sono stati accolti e trattati bene» ha ribadito Feroz, chiarendo che «questo è un fatto di cui tutti coloro che hanno riportato dall'Afghanistan sono consapevoli».

«Centinaia di persone uccise»
L'esempio più recente è un rapporto delle Nazioni Unite che ha indicato che più di 100 ex membri dello scorso governo afgano sono stati uccisi da quando i Talebani hanno preso il controllo del Paese. Non solo: anche almeno otto attivisti e due giornalisti hanno subito la stessa sorte. Antonio Guterres, Segretario generale dell'Onu, ha dichiarato che gli attivisti dei diritti umani e i rappresentanti dei media continuano «a subire attacchi, intimidazioni, molestie, arresti arbitrari, maltrattamenti e uccisioni».

Oltre a ciò, il Governo talebano ha reintrodotto le restrizioni valide per le donne e ha nominato un governo tutto maschile, azioni accolte con sgomento dalla comunità internazionale. «La situazione in Afghanistan rimane precaria e incerta sei mesi dopo la presa di potere dei talebani», ha concluso Guterres.

La Nuova Zelanda si difende «Misure necessarie»
Tornando alla storia di Charlotte Bellis, anche dalle autorità neozelandesi è arrivata una replica al racconto della giornalista.

Chris Hipkins, responsabile della risposta neozelandese al Covid, ha difeso la politica rigida agli ingressi spiegando che ha aiutato «notevolmente» la Nuova Zelanda, «salvando vite, mantenendo bassi i ricoveri e impedendo al sistema sanitario di essere travolto».

Nel caso specifico della donna, Hiphins ha spiegato al Guardian che voleva tornare in una data specifica e che i funzionari l'hanno contattata per ulteriori informazioni poco dopo aver esaminato la sua domanda. «I criteri di assegnazione di emergenza includono il requisito di viaggiare in Nuova Zelanda entro i prossimi 14 giorni. La signora Bellis ha indicato che non intendeva viaggiare fino alla fine di febbraio ed è stata incoraggiata a spostare i suoi piani».

In ogni caso, ha aggiunto che i funzionari neozelandesi hanno invitato la signora Bellis a richiedere nuovamente un visto, sotto una categoria di emergenza separata. Ci sarebbe stato infatti un qui pro quo anche a livello burocratico, tra i diversi tipi di richieste e di categorie d'emergenza.

COMMENTI
 
volabas56 6 mesi fa su tio
Se sei in attesa di un bimbo, non fai a fare l'oca in giro per il mondo, almeno in certi contesti.
vulpus 6 mesi fa su tio
Con quale cognizione, questa signora in stato interessante ha pensato di andare a fare la reporter in una zona , orami consederata zona di guerra?
Bluechips 6 mesi fa su tio
Una cittadina neozelandese incinta, e a quanto sembra perfettamente, non può rientrare nel suo paese per le regole Covid locali. Assurdità burocratiche a tutte le latitudini!
SteveC 6 mesi fa su tio
Smettiamola dì giudicare gli altri, guardiamo meglio in casa nostra.
medioman 6 mesi fa su tio
Pare che nel emisfero australe la burocrazia e i visti negati non sia una novità (o ti fai la punturina o non entri).
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