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GERMANIA«Non è affatto certo che Omicron rimarrà mite»

23.01.22 - 08:00
Secondo il virologo Christian Drosten da Omicron e Delta potrebbe nascere una nuova, più pericolosa, variante.
Keystone
GERMANIA
23.01.22 - 08:00
«Non è affatto certo che Omicron rimarrà mite»
Secondo il virologo Christian Drosten da Omicron e Delta potrebbe nascere una nuova, più pericolosa, variante.
Ma Omicron potrebbe portare guai anche da sola: «Dalla variante si sta creando un nuovo sierotipo».

BERLINO - «Voglio contagiarmi con Omicron e diventare immune». Una frase, questa, che è ormai diventata ricorrente nel nostro Paese, in particolar modo dopo che la pericolosità della nuova variante è stata rilevata come bassa. Ma c’è anche chi vede ancora nero all’orizzonte e ipotizza una pericolosa trasformazione di Omicron.

Due in uno? - Sarebbe infatti possibile, ha dichiarato Christian Drosten, virologo dell'ospedale Charité di Berlino, che si verifichi una ricombinazione di Delta e Omicron. Ciò darebbe vita a un virus che combinerebbe le proprietà più forti di entrambe: effetto patogeno, e quindi pericolosità, per la prima, e contagiosità per la seconda. 

Una, ma diversa - Ma Omicron, ha svelato Drosten ai microfoni di Deutschlandfunk, potrebbe diventare più pericolosa anche da sola. «Sulla base delle misurazioni svolte possiamo intuire che dalla variante si sta creando un nuovo sierotipo», ha spiegato il virologo, «attraverso questo la variante potrebbe, da una parte ingannare il sistema immunitario, e dall’altra aggirare la protezione dalla malattia». Morale della favola, non abbassare la guardia: «Non è affatto certo che Omicron rimarrà mite come lo è ora. Al momento la situazione è un po’ traballante».

La guarigione non basta - Nel caso in cui uno di questi scenari si verifichi concretamente, ha specificato Drosten, la sola infezione naturale sarebbe di scarsa utilità, perché questa «non trasmette in maniera affidabile un’immunità protettiva per un lungo periodo». 

Doppio scudo - Ma a quando, dunque, la fine della pandemia? Per questo, secondo il virologo, ci vorrà sia la protezione dalla malattia, che si ottiene al meglio con la vaccinazione, che la protezione dalla trasmissione, che risulta migliore attraverso il contagio. Questo «fa sì che l’immunità non sia presente solo nel sangue sotto forma di anticorpi e cellule immunitarie, ma anche a livello della mucosa».

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