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AUSTRIA«Cadaveri in corridoio» in un ospedale dell'Alta Austria

17.11.21 - 13:03
Un'infermiera ha raccontato di scene struggenti, che ricordano i momenti peggiori della prima ondata
AFP/Helmut Fohringer
«Cadaveri in corridoio» in un ospedale dell'Alta Austria
Un'infermiera ha raccontato di scene struggenti, che ricordano i momenti peggiori della prima ondata
Da Vienna arrivano intanto nuove disposizioni per l'ingresso nel Paese, in particolare per i non vaccinati

VIENNA - La situazione austriaca legata al coronavirus è parecchio difficile in questo momento, in particolare nell'Alta Austria, che presenta un'incidenza settimanale di 1'455 casi di contagio per ogni 100mila abitanti.

Un'infermiera che lavora in un ospedale dell'Alta Austria ha raccontato all'agenzia di stampa Apa di scene struggenti, negli ospedali, che ricordano i momenti peggiori della prima ondata. Ad esempio ha raccontato che i decessi sono talmente tanti che le salme sono al momento depositate nei corridoi.

Inoltre, i medici degli ospedali di Salisburgo - riporta l'emittente Orf - stanno dovendo già decidere quali pazienti possono entrare in terapia intensiva e quali no. Per non parlare della pressione dal punto di vista psicologico: «Di solito quando un paziente muore, il corpo viene trattato, viene pettinato e i parenti possono salutarlo in modo dignitoso. Un morto per Covid viene invece infilato nudo in una sacco di plastica, e la cosa finisce lì», ha aggiunto l'infermiera, spiegando che sempre più colleghi pensano di licenziarsi solo per sfuggire all'orrore della nuova ondata.

L'ultimo bilancio nazionale parla intanto di 14'416 infezioni a livello nazionale (un record dall'inizio della pandemia), mentre è ufficialmente iniziato lunedì il lockdown per i non vaccinati.

Regole all'ingresso - I viaggiatori non vaccinati dovranno da lunedì presentare un tampone PCR negativo per poter entrare in Austria.

È quanto stabilisce un nuovo regolamento per l'ingresso nel Paese. Il risultato negativo del PCR, poi, ha ora una durata di sole 72 ore. Tra le poche eccezioni i frontalieri, che potranno ancora utilizzare i test rapidi (validi per 24 ore) per entrare a lavorare. 

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