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Il presidente polacco Andrzej Duda si è detto pronto a firmare la legge al via libera del legislativo.
POLONIA
29.10.2021 - 20:320

Il muro tra Polonia e Bielorussia si farà

Il Parlamento polacco ha dato il via libera. La barriera sarà lunga più di 100 chilometri

VARSAVIA - Il muro tra Polonia e Bielorussia per fermare l'arrivo dei migranti si farà. Il parlamento di Varsavia ha dato oggi l'ok definivo alla costruzione della barriera che si estenderà per oltre 100 chilometri lungo la frontiera orientale dell'Unione europea e costerà 353 milioni di euro.

Il presidente polacco Andrzej Duda aveva annunciato che avrebbe firmato la legge non appena fosse stata approvata dal parlamento e ora al filo spinato già posizionato si sostituirà un muro alto due metri e mezzo che, insieme alle centinaia di militari dispiegati lungo il confine, impedirà qualsiasi possibilità di accesso alle migliaia di disperati che arrivano dall'Afghanistan, dalla Siria, dall'Iraq per cercare un futuro in Europa. Un muro, aveva preannunciato settimane fa il ministro della Difesa Mariusz Blaszczak, che sarà simile a quello costruito dall'Ungheria al confine con la Serbia nel 2015.

Inutili, di fronte alla determinazione del governo, anche le manifestazioni dei giorni scorsi nella capitale polacca contro il trattamento disumano dei profughi, donne e bambini compresi, che una volta bloccati per essere entrati illegalmente in territorio polacco vengono caricati su mezzi militari e riportati alla frontiera bielorussa anche se sono stremati, affamati, malati. Almeno sette, forse di più sono morti di stenti nelle ultime settimane. E anche oggi un migrante iracheno di 32 anni è stato trovato cadavere in un camion arrivato in Germania dalla Polonia.

Lo sbarramento contro i migranti in fuga da fame, povertà e guerre è solo una parte di una partita molto più ampia. L'Unione europea accusa il presidente bielorusso Alexander Lukashenko di favorire l'arrivo di migranti dall'Africa e dal Medio Oriente a Minsk per poi spingerli verso le frontiere di Lituania, Lettonia e Polonia come rappresaglia per le sanzioni economiche imposte dall'Unione nei confronti del suo regime.

In risposta, la Polonia ha imposto lo stato di emergenza nelle aree di confine dispiegando centinaia di soldati e impedendo l'accesso anche alla stampa e alle organizzazioni umanitarie. E ha aperto un altro fronte anche all'interno dei Ventisette. Nei giorni scorsi, insieme ad altri 12 Paesi Ue, ha chiesto a Bruxelles di finanziare l'erezione di barriere alle rispettive frontiere. Non se ne parla, è stata la risposta della presidente della Commissione Ursula von der Leyen che la settimana scorsa ha chiarito la posizione comune di Commissione e parlamento europeo: «Non ci saranno finanziamenti di fili spinati e muri».

Il muro è una scelta per «proteggere» la Polonia «attaccata» dalla Bielorussia, ha replicato a von der Leyen il premier nazionalista Mateusz Morawiecki che ha optato per innalzare un altro muro: quello contro l'Unione europea che da settimane è in attesa dell'ok dalle autorità di Varsavia per un sopralluogo al confine con la Bielorussia dove sono intrappolate decine di migranti.
 

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