Deposit
ULTIME NOTIZIE Dal Mondo
Cina
1 ora
Gli sconosciuti che danno le caramelle ai bambini per spiarli
Un nuovo rapporto rivela le strategie di Pechino «per eliminare il dissenso»
ITALIA
4 ore
Fondazione Open, tra gli indagati c'è anche Matteo Renzi
La Procura di Firenze ha concluso le indagini sulla fondazione che ha sostenuto le idee politiche dell'ex Premier.
Afghanistan
5 ore
Figli ceduti ai creditori per sanare i debiti: la povertà in Afghanistan
Il racconto di una madre disperata: «Se la vita continuerà a essere così orribile, ucciderò i miei figli e me stessa»
LE FOTO
SPAGNA
6 ore
Quei cani ostaggio della lava e la missione con un drone per salvarli
L'obbiettivo è acciuffarli con un drone dotato di una larga rete e trasportarli al sicuro, ma le insidie sono diverse
REGNO UNITO
6 ore
C'è un'altra variante "Delta Plus" sotto la lente
La sua prevalenza è in crescita nel Regno Unito ma per ora non desta preoccupazione. Più contagiosa? «Forse del 10-15%».
GERMANIA
6 ore
Governo "semaforo", le trattative al via giovedì?
A capo dell'esecutivo, nel ruolo di primo cancelliere del dopo Merkel, ci sarà probabilmente Olaf Scholz
ITALIA
8 ore
Senatrice in aula senza Green Pass: «Mi rifiuto». Stop alla seduta
Sospesi i lavori in senato in seguito al caso di Laura Granato, per cui è stata convocata una riunione d'urgenza
Germania
8 ore
«Chi va a letto con il capo ottiene un lavoro migliore»
Un'inchiesta del New York Times scoperchia il quotidiano tedesco Bild: «una cultura di sesso, giornalismo e denaro»
STATI UNITI
13.09.2021 - 06:000

Scarcerati grazie al Covid: dovranno tornare in prigione una volta terminata la pandemia?

Migliaia di detenuti aspettano di sapere cosa li attende, e sperano nella clemenza di Joe Biden

NEW YORK - Grazie al Cares Act, circa 4'500 detenuti con problemi di salute l'anno scorso hanno potuto lasciare le prigioni degli Stati Uniti a causa della pandemia. I detenuti devono sottostare a regole ferree durante il confinamento domiciliare: ad esempio devono portare una cavigliera con gps, possono lasciare la propria abitazione solamente per lavorare, fare la spesa o andare dal medico. Ma questa disposizione ha ridato un po' di libertà a migliaia di persone, che hanno così potuto riabbracciare i propri cari in un difficile momento, e reinserirsi, almeno parzialmente, nella società. 

Tuttavia il provvedimento firmato da Donald Trump prevede che, una volta finita la pandemia, i detenuti tornino in prigione per scontare la pena rimanente. Una decisione che non va giù a chi in questi mesi si è rimesso in gioco, anche lavorativamente parlando, racconta la Nbc. 

Molte le associazioni che stanno chiedendo al presidente Joe Biden di commutare le sentenze dei detenuti posti in confinamento domiciliare. Tuttavia anche la nuova amministrazione intenderebbe seguire quanto deciso dal predecessore: i detenuti avranno un mese di tempo per tornare in carcere una volta che verrà tolto lo stato di emergenza legato alla pandemia. Uno spiraglio ci sarebbe soltanto per coloro che stanno terminando di scontare la propria pena. Per altri casi potrebbe invece essere esteso il confinamento domiciliare, ma dovrà essere valutato ogni singolo caso. 

«Migliaia di persone sono state rimandate a casa più di un anno fa. Hanno seguito le regole, si sono reintegrati con le loro famiglie, hanno trovato un lavoro e stanno contribuendo alla società. Non ha senso rimandarli in prigione» ha affermato Kevin Ring, presidente di Families Against Mandatory Minimums, che da gennaio sta cercando di portare il problema all'attenzione del presidente Biden. 

Problemi di gestione - Il provvedimento ha anche creato problemi nella gestione di migliaia di detenuti, che da un giorno all'altro dovevano essere costantemente monitorati. Non vi sarebbero infatti regole o procedure universali. C'è persino chi viene svegliato ogni due ore da una telefonata per confermare di essere in casa anche nel pieno della notte. E non sono mancati anche diversi problemi legati al gps, che non sempre fornisce la posizione esatta. «Abbiamo esaminato numerosi casi in cui i detenuti ai domiciliari sono stati falsamente accusati di violazioni delle condizioni di reclusione» ha raccontato sempre alla Nbc Amy Povah, presidente dell'associazione Can-Do che sostiene la clemenza per tutti i criminali non violenti condannati per droga. «Il gps non è sempre preciso». Emblematico il caso di Evan Francis, che è stato accusato di aver fatto un viaggio non autorizzato di quasi 200 chilometri. Peccato che il gps abbia indicato un tempo di percorrenza di soli 32 minuti, fisicamente impossibile.  

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-10-20 00:49:53 | 91.208.130.89