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GERMANIA
24.06.2021 - 20:540

L'ultimo discorso di Angela

La cancelliera tedesca ha parlato al Bundestag per l'ultima volta (forse). Un addio dopo 16 anni

BERLINO - È l'ultima volta che Angela Merkel parla al Bundestag, almeno dalla prospettiva attuale. E la cancelliera affronta il momento con la disciplina di sempre: concentrata sui contenuti, i temi del Consiglio europeo, non si lascia tradire dall'emozione neppure per un istante.

All'applauso, ben più lungo del solito, reagisce finalmente con un sorriso, e toglie la mascherina solo per una sorsata d'acqua. Ineccepibile stile Merkel. Sono i leader degli altri partiti, però, a celebrare l'evento, ed è stato il liberale Christian Lindner, non esattamente un amico, a rendere onore alla "forza e al talento intellettuale" con il quale Merkel ha "costantemente e disinteressatamente servito la Germania e l'Europa per 16 anni".

Anche la candidata verde, Annalena Baerbock, ha fatto altrettanto: "Molte molte persone le sono grate, per aver tenuto l'Europa insieme nei momenti di crisi". Il parlamento chiude i battenti per la pausa estiva, dopo la seduta di domani, e stando al calendario riaprirà a elezioni già avvenute, dopo il 26 settembre. Che la cancelliera non si presenti più all'assemblea dipenderà però anche dalla durata delle consultazioni, per la formazione del nuovo esecutivo: la Bundeskanzlerin potrebbe anche non uscire di scena poi così velocemente. Ad ogni modo, in questi giorni, Merkel è alle prese col tour delle sue "ultime volte": l'ultimo G7, l'ultimo questiontag, l'ultima dichiarazione governativa in aula, e forse anche l'ultimo Consiglio europeo.

Il lungo addio di una leader, ancora prima in classifica nei sondaggi sulle preferenze, avviene in un clima di grande curiosità sullo spostamento tettonico della politica tedesca post-voto: l'esito delle elezioni è del tutto aperto. E a prendere la parola oggi sono stati anche i tre aspiranti cancellieri, il candidato dell'Unione Armin Laschet, che non compariva al Bundestag da 23 anni, rilanciato dai rilevamenti demoscopici e dalla vittoria nella Sassonia-Anhalt; il ministro delle Finanze socialdemocratico Olaf Scholz, che ha spinto sull'Europa, aprendo implicitamente ancora una volta agli eurobond: "Gli stati europei non possono farcela da soli, servono meccanismi forti comuni", ha detto celebrando l'assunzione comune di crediti attraverso il Recovery come un "progresso della conoscenza". E la verde Baerbock, secondo la quale nel prossimo decennio "non basterà stabilizzare" l'Ue, si dovrà "rinnovare la promessa europea". È stato ancora Lindner a sollevare poi il nodo del futuro, attaccando il vicecancelliere: "La proposta di Scholz è che indebitarsi diventi una filosofia di Stato. I debiti invece mettono a rischio la stabilità e la tenuta dell'eurozona". "Toccherà ad Armin Laschet stabilire se avremo una politica di bilancio di stampo più mediterraneo o se la Germania tornerà ad essere avvocato della stabilità e dell'economia di mercato", ha detto uno degli aspiranti al dicastero delle finanze.

In campo ci sono due bussole diverse: quella di chi vorrebbe riportare Berlino ad allearsi coi rigoristi europei, e quella di chi spinge perché l'apertura straordinaria accordata (col Recovery) al Sudeuropa dal management merkeliano della pandemia sbocchi in un modello di solidarietà europea strutturale e permanente.

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