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CINAApprovata la riforma del legislativo di Hong Kong: si teme la fine della democrazia

30.03.21 - 09:51
Rappresentazione diretta del popolo ridotta dal 50% a poco più del 20%. I candidati dovranno essere «patrioti».
Keystone
Approvata la riforma del legislativo di Hong Kong: si teme la fine della democrazia
Rappresentazione diretta del popolo ridotta dal 50% a poco più del 20%. I candidati dovranno essere «patrioti».

HONG KONG - Pechino ha approvato una modifica della legge elettorale di Hong Kong che, secondo i critici, mette la parola fine alla democrazia e alla possibilità di fare opposizione nella regione autonoma cinese. Il provvedimento prevede in particolare una consistente riduzione della proporzione di deputati eletti dal popolo nel parlamento locale e una preselezione degli stessi per verificare la loro fedeltà al Partito comunista cinese.

Il Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo, massimo organo legislativo di Pechino, ha varato all'unanimità una controversa riforma che prevede la riduzione da 35 a 20 dei seggi occupati con sistema proporzionale diretto al Consiglio legislativo di Hong Kong. Ciò si accompagna a un aumento da 70 a 90 degli scranni del parlamento, con 40 di essi nominati dalla Commissione elettorale locale (composta da 1'200 membri) e 30 nominati da gruppi d'interesse e corporativistici.

Finora, il Consiglio legislativo era composto per metà da questo cosiddetto elettorato funzionale (35) mentre era per metà eletto direttamente dal popolo (35). Quest'ultimo riempirà invece ora solo poco più di un quinto dei seggi disponibili (20 su 90).

Fa discutere anche la nuova procedura di vaglio dei candidati al Consiglio legislativo introdotta dalla riforma. Prevede in particolare che gli stessi siano approvati da tutte e cinque le sezioni che compongono la Commissione elettorale. Non devono inoltre costituire un rischio per la sicurezza nazionale e devono essere dei «patrioti», che secondo Pechino significa essere allineati con il Partito comunista cinese.  

Come riporta il South China Morning Post, alla domanda se tali modifiche potessero ancora permettere l'esistenza di voci critiche, la capa esecutiva di Hong Kong, Carrie Lam, assicurava: «La risposta è sì». «L'interno accordo è volto a migliorare il sistema elettorale e assicurare che siano dei patrioti ad amministrare Hong Kong», affermava. «Devono rispettare un criterio di selezione che in realtà si ritrova nella nostra legge elettorale - continuava -: devono prestare fedeltà alla Regione amministrativa speciale di Hong Kong e difendere la Legge fondamentale (della regione autonoma, ndr)». 

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