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ITALIA
09.12.2020 - 16:140
Aggiornamento : 16:42

Trovate delle microplastiche nella placenta umana

È la prima volta che viene provata la presenza di particelle di plastica nella placenta

ROMA - È stata provata per la prima volta la presenza di microplastiche nella placenta umana.

È quanto ha mostrato una ricerca dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma e dal Politecnico delle Marche, pubblicata sulla rivista scientifica Environment International.

«Con la presenza di plastica nel corpo viene turbato il sistema immunitario che riconosce come 'self' (se stesso) anche ciò che non è organico. È come avere un bimbo cyborg: non più composto solo da cellule umane, ma misto tra entità biologica e entità inorganiche. Le madri sono rimaste scioccate», ha commentato Antonio Ragusa, primo autore dello studio e direttore dell'Unità operativa complessa (Uoc) di ostetricia e ginecologia del Fatebenefratelli.

Per arrivare ai risultati, sono state analizzate sei placente umane, raccolte da donne consenzienti. In totale, 12 frammenti microplastici (di dimensioni comprese tra 5 e 10 μm), di forma sferica o irregolare, sono stati trovati in 4 placente.

Le microplastiche, lo ricordiamo, sono particelle di dimensioni inferiori a cinque millimetri derivanti dalla degradazione di oggetti in plastica presenti nell'ambiente.

A causa del ruolo cruciale della placenta nel sostenere lo sviluppo del feto e nell'interazione con l'ambiente esterno, la presenza di queste particelle è una questione di grande preoccupazione, in quanto potrebbe causare possibili effetti indesiderati (anche a lungo termine), e per questo i ricercatori invitano alla realizzazione di ulteriori studi sul tema.

L'Europa pensa a uno stop - Far scattare dal 2028 il divieto assoluto di immissione sul mercato di prodotti con microplastiche aggiunte dopo un periodo transitorio di sei anni: è la proposta contenute nel parere conclusivo dell'Echa, l'agenzia europea per le sostanze chimiche, sull'applicazione dello stop alle microplastiche intenzionalmente aggiunte nei prodotti che dovrebbe entrare in vigore nel 2022.

Il divieto, spiega l'agenzia, dovrebbe riguardare cosmetici, prodotti per la pulizia e il bucato, fertilizzanti, prodotti fitosanitari e rivestimenti per semi ed eviterà che 500mila tonnellate di microplastiche finiscano nell'ambiente nei prossimi 20 anni. 
 

Commenti
 
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caLypso 10 mesi fa su tio
Scusate ma a mangiare pesce ormai imbottito di rifiuti degli umani che ci si aspetta? il peggio deve ancora venire
caLypso 10 mesi fa su tio
jj
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