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GERMANIAL'esperto virologo tedesco presenta una soluzione per prevenire la seconda ondata

07.08.20 - 17:24
L'analisi per evitare la seconda ondata, e il conseguente lockdown, arriva dal noto virologo Christian Drosten
Keystone
L'esperto virologo tedesco presenta una soluzione per prevenire la seconda ondata
L'analisi per evitare la seconda ondata, e il conseguente lockdown, arriva dal noto virologo Christian Drosten
Il punto chiave della strategia è quello di contenere i nuovi focolai d'infezione

BERLINO - Contenere in modo mirato i focolai, mettere in atto una quarantena per le persone potenzialmente contagiose e allestire una "rubrica dei contatti", che tutti dovrebbero tenere aggiornata durante i mesi invernali.

Sono le misure proposte da Christian Drosten, il virologo diventato un punto di riferimento in Germania per quanto riguarda la pandemia di coronavirus, in un contributo pubblicato sul Zeit. 

L'equivalente tedesco di Daniel Koch ha così fornito la sua soluzione al tema di un forte ritorno del Covid-19, che secondo l'esperto potrebbe avere una dinamica parecchio differente. Infatti, invece di arrivare dall'estero, il virus si diffonde ora attraverso lo scoppio diversi focolai, ed è fondamentale contenerli, isolando immediatamente tutte le persone coinvolte.

Agire sui focolai - Ad esempio, se una persona infetta si reca a una festa, tutti gli altri visitatori dovrebbero essere immediatamente messi in quarantena. Solo dopo un periodo di "decadimento" di cinque giorni avrebbero invece un ruolo i test, che permetterebbero di far capire alle autorità sanitarie chi deve restare in isolamento e chi no. In tal senso, Drosten sostiene che i test devono essere mirati, e non effettuati "a tappeto" per scoprire singoli casi qui e là.

Questo anche perché ora si sa che la fase infettiva dura circa una settimana (a partire da due giorni prima dell'inizio dei sintomi), ed è quindi importante effettuare i test per capire chi è contagioso in quel determinato momento e chi no. A tal riguardo è fondamentale effettuare dei test per scoprire l'infettività, invece che per scovare l'infezione. Tali informazioni sono già fornite dai comuni test PCR, dato che i pazienti con una bassa carica virale non sono più contagiosi.

Una rubrica dei contatti - Per far sì che la strategia funzioni, Drosten ha suggerito inoltre un "diario" dei contatti, che ogni cittadino dovrebbe tenere aggiornato continuamente. Così, il paziente appena diagnosticato diventa un indicatore: i membri del suo diario devono essere immediatamente messi in isolamento. Molti di loro potrebbero infatti essere altamente contagiosi senza saperlo. 

Una simile agenda sarebbe un punto chiave per rintracciare le catene di infezione, che è il punto fondamentale per contenere la diffusione del virus. Un problema noto anche in Svizzera: l'Ufficio Federale della Sanità Pubblica (UFSP) non sa infatti dove si siano contagiate il 40% delle persone positive.

Scuola e ricambio d'aria - Parlando della scuola, che riparte in autunno, Drosten sostiene che bisogna isolare le classi prima che intere scuole debbano essere chiuse. Il presupposto è chiaro: nella vita scolastica quotidiana le classi devono essere separate chiaramente l'una dall'altra, per ottenere delle "unità" epidemiologiche chiuse.

Infine, Drosten ha criticato il fatto che nonostante vengano effettuate nuove scoperte grazie alla ricerca, queste siano implementate con esitazione. Ad esempio, sapendo che il virus si trasmette attraverso gli aerosol, è importante garantire un ricambio d'aria costante negli edifici.

COMMENTI
 
pillola rossa 2 anni fa su tio
Onda su onda... il mare mi ha portato qui...
sedelin 2 anni fa su tio
cosa succede nel mondo?
miba 2 anni fa su tio
....mentre nel contempo altri illustri virologi (probabilmente non stipendiati da qualche fondazione e/o casa farmaceutica) hanno opinioni diverse :):):). Forza gente! Più gente entra al circo e più bestie si vedono!
patrick28 2 anni fa su tio
Rivoltiamoci ! Basta !!!!
koalaboss 2 anni fa su tio
.... ma per favore.......
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