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CINA
09.04.2020 - 23:070
Aggiornamento : 10.04.2020 - 08:20

Il ritorno alla normalità e la paura della seconda ondata del virus

La preoccupazione fa da sfondo alle decisioni delle autorità in merito all'allentamento delle restrizioni

WUHAN - L’ondata pandemica di Covid-19 non si è ancora placata, ma lo spettro di una possibile seconda tornata si staglia già sullo sfondo nei paesi che hanno raggiunto il cosiddetto “picco” dei contagi e iniziano a discutere le fase di un lento e graduale ritorno alla normalità; che non vanifichi gli sforzi compiuti.

Il rischio è concreto e va prevenuto. «Non c'è mai una sola ondata e tutto sparisce; normalmente ce n'è almeno una seconda», aveva ricordato alcuni giorni fa ai microfoni di Piazza Pulita l’epidemiologo Pierluigi Lopalco. L'influenza "spagnola" tra il 1918 e il 1919 ne registrò tre, e la seconda fu la più violenta.

Occhi su Wuhan - In questo senso gli occhi sono ora tutti puntati sulla Cina e in particolare su Wuhan, uscito ieri dalla quarantena dopo 76 giorni di lockdown totale, nel vedere come sarà gestita questa transizione. Più preoccupante è invece la situazione di Singapore, che dopo aver allentato le misure restrittive ha registrato negli ultimi giorni un incremento importante di nuovi casi (142 nella giornata di ieri, il numero più alto registrato sull’arco di 24 ore), portando le autorità a chiudere scuole e uffici per un mese.

Oltre agli evidenti rischi legati a un allentamento troppo rapido delle restrizioni, vi è poi la grande incognita legata ai pazienti asintomatici e alla loro contagiosità. In un commento pubblicato (e poi rimosso) dalla rivista Health Times, affiliata al Quotidiano del Popolo cinese, il direttore del servizio di pneumologia dell'ospedale di Wuhan stimava che nella città ci fossero dai 10'000 ai 20'000 portatori "silenziosi" del coronavirus.

Segnalazioni rapide - Per arginare il pericolo di contagio da parte degli infetti asintomatici il governo cinese ha adottato ieri nuove linee guida. Queste stabiliscono che un paziente che non presenta, o non ha ancora sviluppato, i sintomi del Covid-19 vada segnalato entro due ore dal momento in cui la diagnosi conferma la sua positività.

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