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INDIA"Così abbiamo attaccato l´India", parla l'unico terrorista catturato vivo

29.11.08 - 18:43
Keystone
"Così abbiamo attaccato l´India", parla l'unico terrorista catturato vivo

MUMBAI - Dieci terroristi tra i 18 ed i 28 anni hanno tenuto in scacco le forze di sicurezza indiane per tre giorni, compiendo una strage che è costata la vita ad almeno 195 persone. Mentre le indagini proseguono e le voci continuano ad inseguirsi, i servizi d´informazione indiani hanno ricostruito gli avvenimenti basandosi sulle confessioni di Azam Amir Kasav, un giovane pakistano di 21 anni, l´unico terrorista catturato vivo.
Azam è il giovane che compare con una maglietta scura, i pantaloni sportivi e il mitra in mano nella straordinaria immagine colta da un fotografo del Times of India al Victoria Terminus, la storica stazione di Mumbai oggi conosciuta come CST.

Prima di essere catturato insieme ad un compagno, che è morto poco dopo in ospedale, il giovane aveva seminato la strage alla stazione e al vicino ospedale Cama. Una volta preso, e dopo aver visto morire tra atroci dolori il suo complice, Azam, è crollato, implorando i medici indiani di salvargli la vita, ed ha cominciato a parlare.

Secondo le fonti interpellate dall´agenzia italian ANSA, il giovane ha raccontato che quattro dei dieci componenti del commando avevano preso alloggio a Nariman House, dove è ospitato un noto centro ebraico della città, due mesi prima degli attentati.

Come abbiano fatto a farsi accettare come ospiti nel centro, che di solito è riservato agli ebrei, e a rimanervi per tanto tempo, è una circostanza che le fonti non sono state in grado di chiarire.

In seguito due dei terroristi si sono trasferiti all´hotel Taj Mahal, altri due all´Oberoi, in modo da studiare con cura la struttura degli alberghi e tracciarne delle mappe dettagliate.

Gli altri sei terroristi sono partiti con una nave - sulla quale non ha fornito particolari - dal porto di Karachi, in Pakistan, il 25 novembre. I sei si sono fermati a Port Bandar, sulla costa indiana a nord di Mumbai, dove hanno sequestrato un peschereccio col quale hanno raggiunto l´imbarcadero di Colaba il 26 novembre.

I sei si sono uniti ai loro quattro complici e sono partiti per la loro terribile missione alle 18 dello stesso giorno. Gli attacchi sono cominciati poco prima delle 22 locali: quattro terroristi sono entrati nel Taj Mahal, due nell´Oberoi e due nel centro ebraico, aprendo il fuoco indiscriminatamente.

Kasav e il suo complice hanno attaccato la stazione. L´attacco al Leopold´s Cafe, il popolare ritrovo per locali e stranieri, sarebbe stato deciso sul momento dal gruppo di fuoco che si stava recando al Taj Mahal.

I terroristi, il cui scopo era di uccidere un alto numero di stranieri per colpire il turismo e l´economia indiane, sarebbero stati colpiti dal grande numero di turisti presenti nel bar-ristorante.

La polizia sta ancora indagando su possibili complici locali uno dei quali, secondo voci non confermate sarebbe stato individuato e sarebbe un uomo legato al capomafia Dawood Ibrahim, originario di Bombay e rifugiato da anni a Karachi, secondo i servizi di sicurezza indiani.

Qualcuno ha fatto notare che la rotta Karachi-Port Bandar-Mumbai è una di quelle usate regolarmente dalla mafia musulmana indio-pakistana per i suoi traffici.

 

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