CULTURA: Hesse e la musica, un binomio perfetto
Il museo Hermann Hesse organizza un pomeriggio dedicato a Hesse e la musica.
‘La musica è l’essenza di tutte le discipline artistiche. Per chi ama la musica ed è capace di sentirla interiormente, 11 mondo ha una dimensione in più” riassume lo scrittore. Nel 1915, all’età di 38 anni disserisce con passione: “Quante volte, quando non c’è più nulla che ci possa aiutare, quando neppure il blu del cielo e una notte stellata riescono a rallegrarci, quando non abbiamo nessun libro di un poeta a portata di mano, allora affiora il ricordo di una canzone di Schubert il ritmo di Mozart, il suono di una messa o di una suonata ... e tutto si illumina e ci scuote profondamente ed è come se delle mani amorose si posassero sulle nostre dolorose ferite ... Oh, cosa sarebbe la vita senza musica!”
Il prof. dott. Boris Luban-Plozza, coautore del libro “Il terzo orecchio- Dalle forme dell’ascolto alla musico terapia” deluciderà nel suo discorso importanti aspetti di questo tema. Boris Luban-Plozza è professore ad honorem presso l’Università di Heidelberg e presidente dell’Associazione Internazionale per l’arte in terapia. Autore di testi tradotti in molte lingue e fondatore degli Incontri Internazionali di Ascona, è stato insignito di dottorati honoris causa per meriti scientifici e umanitari presso 12 università europee e extraeuropee.
Domenica 16 aprile alle ore 17, presso l’Aula Magna della Scuola Elementare di Montagnola, il Museo Hermann Hesse organìzzerà un pomeriggio dedicato al tema “Hermann Hesse e la musica”. Il Trio d’Archi Monescia di Ascona accompagna la manifestazione con composizioni di Jan Baptist Vanhal, Wolfgang Amadeus Mozart e Luigi Boccherini. Gregorio Demarchi, 15 anni, suona da cinque anni il violoncello ed è allievo del prof P. Szabo. I suoi fratelli Elisa (13 anni) e Filippo (11 anni) da cinque anni prendono lezioni dalla professoressa Barbara Suter dell’Accademia La Fenice di Locarno.




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