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07.06.2018 - 12:150

Pardo d’onore a Bruno Dumont

Il regista francese riceverà il riconoscimento durante la 71esima edizione del Festival e sarà ospite in Piazza Grande, sabato 4 agosto, alla prima mondiale della serie “Coincoin et les z'inhumains”

LOCARNO - È uno dei registi più originali del panorama internazionale. Autore di film controversi, in oltre vent’anni di carriera ha raccontato con il suo particolare sguardo austero, aspro e rigoroso il mistero racchiuso nella realtà della vita quotidiana, esplorando con minuziosità la questione dell’esistenza del male e della sua banalità. A Bruno Dumont, nato nel 1958 a Bailleul, verrà conferito il Pardo d’onore Manor della 71esima edizione del Locarno Festival. «Bruno Dumont - spiega il direttore artistico Carlo Chatrian - è uno dei registi che meglio incarnano il cinema nel XXI secolo. I suoi film hanno profonde radici nella tradizione filosofica, letteraria e cinematografica e al contempo guardano avanti; sono la migliore risposta a quanti dicono che la settima arte non ha più nulla da scoprire. Saggi sull’uomo, sull’assurdo che abita l’esistenza, ma anche sull’eterno problema del male, i suoi film sono inviti a non abdicare alla riflessione, anche quando il rumore delle immagini intorno si fa assordante».

Dumont debutta dietro la macchina da presa all’età di 38 anni con il suo primo lungometraggio La vie de Jésus (1997), girato proprio a Bailleul, sua città natale. Candidato al César come miglior opera prima ha un successo immediato. Negli anni successivi Dumont prosegue la sua ricerca e realizza il suo secondo lungometraggio, L’Humanité (1999), Grand Prix a Cannes.

Nel 2003 Dumont lascia per la prima volta il Nord della Francia per la California dove ambienta la sua terza opera. In seguito torna in Francia e ottiene a Cannes il secondo Grand Prix della sua carriera. Il cinema è un vero e proprio mistero per Dumont: in Hadewijch (2009) e in Hors Satan (2011) esplora ancora una volta il sacro attraverso l’ordinario. Nel 2012 Dumont gira Camille Claudel 1915, pellicola che ripercorre la vita dell’omonima scultrice francese, interpretata da Juliette Binoche. Si avvicina alla televisione con la serie P’tit Quinquin (2014), trasmessa sul canale ARTE. Per la prima volta il comico entra nell’universo di Dumont, un cambio di coordinate che troviamo anche in Ma Loute (2016), in concorso al Festival di Cannes 2016, in equilibrio tra humour e dramma, fino all’ultima svolta del regista francese, l’ennesima sfida estrema con Jeannette, l’enfance de Jeanne d’Arc (2017), dove i versi di Charles Péguy diventano la base per un musical rock sugli anni giovanili di Giovanna d’Arco.

Durante la 71esima edizione del Locarno Festival presenterà con un’anteprima in Piazza Grande, sabato 4 agosto, la sua nuova serie Coincoin et les z'inhumains che uscirà in seguito nelle sale in Svizzera. Sempre la stessa sera riceverà il Pardo d’onore Manor in Piazza Grande. L’omaggio sarà accompagnato dalla proiezione di una selezione di film della sua carriera. L’indomani sarà possibile assistere a una conversazione con l’autore allo Spazio Cinema.

Con questo riconoscimento Dumont entra a far parte dell’esclusivo club dei Pardi d’onore, con Jean-Luc Godard, Ken Loach, Sydney Pollack, Werner Herzog… La 71esima edizione del Locarno Festival si terrà dal 1° all’11 agosto 2018.

 

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