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LOCARNO«Per una politica degli alloggi più sostenibile»

12.01.24 - 09:34
Dieci domande per fare luce sulla politica degli alloggi della Città.
Archivio Ti Press
Fonte interrogazione
«Per una politica degli alloggi più sostenibile»
Dieci domande per fare luce sulla politica degli alloggi della Città.

LOCARNO - Molti stabili sono vetusti e in parte anche dismessi, in tutto il Ticino e anche a Locarno. Ecco che Pier Mellini, Francesco Albi, Rosanna Camponovo-Canetti, Gianfranco Cavalli, Marisa Filipponi, Gionata Genazzi, Aleksandar Malinov e Lorenzo Scascighini hanno quindi deciso di inoltrare un'interrogazione al Municipio di Locarno dal titolo "La Città si impegna o intende impegnarsi per una politica degli alloggi sostenibile e di qualità per tutte e tutti?". Ben dieci le domande presentate all'Esecutivo per comprende le politiche e le intenzioni riguardo alla situazione degli alloggi locarnesi, soprattutto in considerazione del documento pubblico che l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) ha redatto all’attenzione delle Città e dei Comuni, gli strumenti per una politica degli alloggi sostenibile e di qualità a prezzi moderati.

Nel documento inviato si legge che, in modo particolare, «la grandinata eccezionale del 25 agosto scorso, ha fatto emergere ulteriormente la situazione di degrado di alcune proprietà private presenti sul nostro comune. Stabili vetusti, in parte anche dismessi, si possono vedere in diverse zone della Città, soprattutto nei quartieri Rusca e Saleggi, ma anche Campagna e Solduno». Notano poi che nonostante lo stato degli immobili «i proprietari si arricchiscono sfruttando la fragilità di una determinata fascia delicata della nostra popolazione. Persone con debiti o in assistenza faticano infatti a trovare un alloggio di qualità e sono spesso costrette ad accettare anche le peggiori condizioni pur di avere un tetto sulla testa. Ciò porta alla ghettizzazione di questi appartamenti e i proprietari, sapendo che le entrate sono in qualche maniera garantite, non si sforzano minimamente a sistemare le proprie proprietà adeguandosi agli standard di qualità e sostenibilità esigibili ai giorni nostri».

Un grave problema che si va a sommare al «continuo aumento delle pigioni che sembra non tenere minimamente conto della situazione immobiliare e neppure delle esigenze della popolazione della Città. Una Città che per essere viva e vivibile dovrebbe poter puntare su residenze primarie e di qualità con standard ecologici e con un particolare occhio di riguardo alle esigenze delle famiglie». Secondo i firmatari inoltre bisogna riflettere sul numero di abitazioni sfitte che per le case primarie oscilla attorno «al 14% e al 19% per le abitazioni vuote secondarie. Da notare che per le abitazioni primarie vuote lo sfitto si concentra negli appartamenti più piccoli (tra il monolocale e il 3.5 locali), ossia in quelli che paradossalmente vengono costruiti maggiormente», come messo in luce dallo studio Dinamiche demografiche a Locarno” del Dr. Simone Garlandini, per gli anni 2011-2020.

Le domande:
La Città svolge già una politica degli alloggi proattiva? E se sì chi è il capo Dicastero responsabile e qual è la Sezione/Divisione dell’Amministrazione che se ne occupa?

In che maniera la Città monitora la dinamica degli affitti? E non pensa che possa essere utile redigere un rapporto di analisi all’attenzione del Consiglio comunale e della popolazione tutta, volto a meglio comprendere la situazione affittuaria attuale della nostra Città, a definire i margini d'intervento e a determinare le soluzioni pratiche d'utilità pubblica da implementare al più presto (percentuale di affitti a pigione moderata, confronto con i dati di altri Comuni, ecc.)?

Il Municipio come si spiega un numero così importante di alloggi vuoti a confronto della continua crescita di nuove costruzioni? E cosa intende fare per cambiare questo andamento?

La Città conosceva già il documento dell’UFAB e le misure che esso propone? Se sì quali di queste misure vengono applicate attivamente? Se no, intende la Città approfondire le varie misure e metterle in atto, in particolare pensando all’attuale possibilità di rivedere le necessità pianificatorie tramite il PAC?

Chi si occupa del controllo della qualità degli edifici di proprietari privati? In che maniera si svolgono i controlli e in caso di stati di degrado, che misure prende la Città nei confronti dei proprietari?

Da diversi anni si parla della zona Ex Gas-Macello come futuro eco-quartiere in cui una buona parte del comparto residenziale verrà concesso a prezzi agevolati per l’edificazione di alloggi a prezzi moderati (come per altro presente nel vecchio piano regolatore). Quando arriverà sui banchi del legislativo la variante di PR per questo importante comparto?

Quali sono gli altri terreni edificabili di proprietà della Città? E intende la Città in qualità di proprietaria farsi promotrice (diretta o indiretta) anche in questi terreni di alloggi di qualità e a prezzi moderati e/o di contenuti di pubblica utilità? Se no, perché?

La recente grandinata ha mostrato anche la difficoltà per molte famiglie o persone proprietarie di piccoli immobili (case mono/pluri-familiari) di far fronte alle spese impreviste per la riparazione dei danni. Vista la tardiva risposta delle assicurazioni e il fatto che quest’ultime non coprano sempre i danni totalmente, la Città non reputa che sia il caso di dotarsi di un fondo per questo tipo di eventi, in maniera da poter concedere dei sostegni o dei prestiti celeri e senza interessi ai propri cittadini?

Sempre riguardo alla grandinata, quante persone sono ancora sfollate e perché? E in che modo la Città si è adoperata per trovare un alloggio a queste persone o per fare da intermediario con i proprietari degli alloggi?

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COMMENTI
 

vulpus 3 mesi fa su tio
purtroppo le nostre leggi impongono vincoli e misure fuori di testa: le conseguenze sono che i proprietari o aspiranti tali non possono accedervi per via dei costi conseguenti di ristrutturazione. Un magna magna imposto dai funzionari per creare giro di affari per gli artigiani.

Sinned azzaip 3 mesi fa su tio
Alcuni hanno tante case vuote o lasciate allo sfascio.posseggono anche posti che dovrebbero essere di dominio pubblico e no privato ed in stato di abbandono per non parlare di altri casi analoghi....
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