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Il deputato Matteo Pronzini critica la candidatura di Fulvio Pezzati (nel tondo)
CANTONE
18.01.2022 - 20:300
Aggiornamento : 22:11

Consiglio della Magistratura, metterci un Pezzati ad hoc: «È una provocazione» dice Pronzini

L'MPS chiederà il rinvio della nomina del CdM ad hoc prevista lunedì in Parlamento

Per Matteo Pronzini la candidatura dell'ex politico del Ppd è «inopportuna». Il riferimento va al Ticinogate e alla vicenda Cuomo, il contrabbandiere di cui vent'anni fa Pezzati era il legale. Sull'onda delle polemiche Pezzati si dimise da vicepresidente del Gran Consiglio.

BELLINZONA - C’è chi ne ha criticato la stringatezza - quelle striminzite due righe e mezzo di curriculum con cui l’avvocato Fulvio Pezzati sintetizza se stesso come candidato al Consiglio della Magistratura ad hoc; ma soprattutto c’è chi, ed è il deputato Matteo Pronzini dell’MPS, dal dito punta direttamente lo sguardo alla Luna, definendo quel nome avanzato dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio come «una provocazione».

I tre nomi ad hoc - Nuvole scure s’addensano sulla trattanda 5 della seduta di Gran Consiglio convocata per lunedì prossimo. Quello di Pezzati è uno dei tre candidati, assieme all’avvocata Silvia Torricelli e al docente universitario Riccardo Crivelli, proposti per la costituzione di un Consiglio della Magistratura ad hoc, chiamato ad esprimersi sulla ricusa, su istanza accolta della pp Marisa Alfier, del CdM stesso nell’ambito dell’avvelenata nomina dei procuratori. Un gremio ad hoc, costituito per fare chiarezza su una vertenza comunque importante e spinosa. 

Un tuffo nel passato - E se polemica chiama polemica, la candidatura di Fulvio Pezzati, ex esponente di punta del Ppd, riporta a vicende di oltre vent’anni fa. Quando nel settembre 2000 lo stesso avvocato, oggi 64enne, rinunciò alla vicepresidenza del Gran Consiglio e al ruolo di capogruppo Ppd (ma soprattutto a diventare l’anno successivo presidente del Parlamento). A spingerlo al passo indietro dalle alte cariche furono soprattutto gli «attacchi violentissimi», come ebbe a definirli lui stesso, per la sua condotta come legale di Gerardo Cuomo (il contrabbandiere italiano da cui originò il Ticinogate, lo scandalo che portò alla condanna per corruzione passiva del presidente del Tribunale penale Franco Verda). Nulla di penalmente rilevante per Pezzati, ma l’aver ad esempio partecipato alla festa per il battesimo della figlia del contrabbandiere si tramutò in quei giorni in una pesante zavorra politica.

Le critiche dell'MPS - Che ora Pezzati si candidi ad entrare nel Consiglio della Magistratura, seppur in una formula a breve scadenza, pare a Matteo Pronzini quantomeno «inopportuno»: «Riproporre oggi un candidato come Pezzati, alla luce dei fatti di vent’anni fa, è una provocazione. Per questo in Gran Consiglio chiederemo un rinvio della trattanda». Ma non è solo il tentativo di metterci un Pezzati, ma la pezza in sé che, secondo l’MPS, non tiene: «Noi come gruppo abbiamo già fatto una mozione per chiedere il rinnovo di tutto il CdM ordinario. Perché sono tutti gli attuali membri ad aver perso di credibilità. O non si vuole capire o non si capisce che la legittimità dell’attuale organo è compromessa e non è con queste operazioni che la si recupera. La Magistratura ha bisogno di ben altro».

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