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Contagio in ufficio? Ecco cosa fare

Quarantena, isolamento, malattia o possibilità di lavorare da casa. Come cavarsela in tempi di Covid
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Contagio in ufficio? Ecco cosa fare
Quarantena, isolamento, malattia o possibilità di lavorare da casa. Come cavarsela in tempi di Covid
L'Ufficio del Medico Cantonale: «Le aziende devono predisporre un piano di protezione. Se le misure di prevenzione non sono rispettate, è possibile che un collega possa finire in quarantena».
LUGANO - Curva dei contagi, distanze, mascherine... E tutta una serie di norme e accorgimenti che, ormai, ci hanno ricatapultati indietro di qualche mese, quando la pandemia di Coronavirus era riuscita a mettere sotto scacco l'intero pianeta, generan...

LUGANO - Curva dei contagi, distanze, mascherine... E tutta una serie di norme e accorgimenti che, ormai, ci hanno ricatapultati indietro di qualche mese, quando la pandemia di Coronavirus era riuscita a mettere sotto scacco l'intero pianeta, generando lockdown a catena un po' ovunque.

La sola differenza, oggi, è che del virus si conosce qualcosa in più. E si sta facendo di tutto per evitare un nuovo stop con le conseguenze economiche che genererebbe. Non mancano ovviamente le preoccupazioni, soprattutto quando ci si trova, proprio per lavoro, a dover condividere ambienti chiusi: ad esempio un ufficio.

Ma coma va gestita un'emergenza qualora si presentasse il caso di un positivo in un ufficio? Come devono comportarsi, ad esempio, i colleghi di lavoro?
«In termini generali, quando una persona risulta positiva al Coronavirus viene posta in isolamento - ci rispondono dall'Ufficio del Medico Cantonale -. Al tempo stesso, il servizio di contact tracing determina, assieme alla persona stessa, i suoi contatti stretti che dovranno essere posti in quarantena. Con contatto stretto si intende il contatto fra persone per oltre 15 minuti a meno di 1,5 metri di distanza senza dispositivi di protezione (es. mascherina/dispositivi in plexiglas/…)».

Quando un collega di lavoro deve sottostare a sua volta a quarantena?
«Le aziende sono tenute per disposizioni federali a predisporre un piano di protezione a tutela dei propri lavoratori. Motivo per cui in ufficio i collaboratori lavorano mantenendo la distanza, oppure con dispositivi di protezione. Qualora queste misure di prevenzione non sono rispettate, è possibile che un collega del caso positivo venga posto in quarantena».

Quindi deve fare il tampone?
«La quarantena è una misura preventiva e non implica il tampone. Solo nel caso in cui la persona in quarantena sviluppa sintomi è tenuta a prendere contatto con il proprio medico, che valuterà se sottoporla a striscio».

Nel caso di positività si è in "malattia", con conseguente certificato medico, anche da asintomatici, o si può lavorare da casa?
«I casi positivi sono posti in isolamento, non in quarantena. La positività è trattata come un’assenza per malattia e il relativo certificato va richiesto al medico curante. Chi viene posto in quarantena può chiedere, se lo necessita, un attestato di quarantena».

Ci sono suggerimenti che si possono dare a chi lavora in open space o in situazioni maggiormente a rischio per il numero di persone presenti nella stanza?
«Come detto, le aziende sono tenute a elaborare dei piani di protezione. Maggiori informazioni sono disponibili al sito della SECO e a quello dell’UFSP».

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