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LUGANO
09.10.2020 - 16:450
Aggiornamento: 18:59

Agente "pizzicato" dal radar: condanna a 12 mesi

L'episodio si era verificato durante un intervento. Al poliziotto potrebbe essere ritirata anche la patente di guida.

La Corte presieduta dal giudice Mauro Ermani non ha intravisto attenuanti nelle motivazioni fornite dal 28enne.

LUGANO - Un poliziotto in servizio che, in seguito a una segnalazione di incidente accelera eccessivamente e incappa in un radar, è punibile? Sì, secondo la legge. E lo ha ribadito nel tardo pomeriggio di venerdì, a Lugano, il giudice Mauro Ermani, citando alcuni precedenti verificatisi nel resto della Svizzera. Il caso dell'agente 28enne che la sera del primo giugno del 2019, a Montagnola, è stato "pizzicato" dal flash mentre viaggiava a 102 chilometri sul limite di 50, si chiude con una condanna di 12 mesi sospesi con la condizionale, e con la possibile revoca della patente di guida. 

A Mezzovico c'era una persona sull'asfalto – Il 28enne si stava dirigendo col collega di pattuglia a Mezzovico. Erano le dieci di sera, aveva appena ricevuto una segnalazione da parte della Centrale in merito a uno scooter a terra. In un rettilineo come quello in cui si è imbattuto nel radar, cioè con un limite di 50 chilometri orari, avrebbe potuto al massimo raggiungere gli 80, considerando le circostanze. Il poliziotto, pur ammettendo di essere dispiaciuto, ha ribadito di avere agito non sapendo le reali condizioni della persona ferita. Quindi con l'intenzione di fare il possibile per salvare una vita.

La Corte è inflessibile – «Se davvero pensava che ci fosse una vita in pericolo – sostiene il giudice –, avrebbe dovuto informarsi meglio presso la Centrale. Avrebbe capito che c'erano già i primi soccorsi sul posto. La pena va commisurata alla colpa. L'agente è sicuramente valido. Ma il legislatore è inflessibile, è stata creata una situazione di pericolo quella sera, sotto una pena di 12 mesi non si può andare. La Corte non può considerare i disagi che l'imputato avrà in seguito a questa condanna». 

Si va verso il ricorso – Maria Galliani, legale dell'agente, ha già annunciato che farà ricorso contro la sentenza. «Assolutamente», assicura. Amareggiato Giorgio Fonio, segretario del comitato OCST dei funzionari di polizia: «Avevamo espresso solidarietà all'agente. E la rinnoviamo anche dopo questa condanna. La speranza è che il giovane, che lo ricordiamo è un ottimo poliziotto, non subisca ulteriori penalizzazioni nel corso del suo percorso professionale. D'altra parte auspichiamo che questa sentenza rappresenti la base per modificare una legge che, allo stato attuale delle cose, impedisce a un agente di fare bene il suo mestiere».

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