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09.09.2014 - 14:580
Aggiornamento : 24.11.2014 - 20:24

Antenne? "Pericolose come il caffè"

Sulla telefonia mobile la popolazione è divisa e c’è chi chiede al DT di intervenire. Ma l’esperto rassicura: "È più nociva, forse, la preoccupazione delle antenne che le antenne stesse"

LUGANO - La proliferazione di antenne per telefonia mobile preoccupa. L'antenna è davvero pericolosa? Quali sono i fattori di rischio? A che distanza va tenuta? Sono molti gli interrogativi di coloro (prima gli abitanti di Dino, poi quelli di Coldrerio, di Sonvico, di Mendrisio e di Gudo) che vorrebbero limitare la libertà di installare ovunque antenne. Sono diverse le lettere già scritte al Dipartimento del territorio che chiedono di chinarsi sulla questione.

E se la popolazione sull'argomento è divisa (vedi sondaggio), viene comunque da chiedersi: la paura di queste antenne è ingiustificata? Cosa ne pensa chi sta dall'altra parte della barricata? "È più nociva, forse, la preoccupazione delle antenne che le antenne stesse", ci risponde Mauro Regusci, portavoce per le infrastrutture di Swisscom. "Su questo argomento - spiega l'esperto -, sono numerose le domande al quale il cittadino non sa darsi risposta, e la paura è la reazione emotiva nei confronti di qualcosa che si conosce solo in parte".

Cerchiamo allora di dare delle risposte. Da una parte c'è il Rapporto Bioiniziative (www.bioinitiative.org) e la classificazione dell'OMS che definisce le onde elettromagnetiche in classe 2B, quindi "potenzialmente cancerogene"...
"È vero, l’attuale conoscenza scientifica non può ancora escludere che, in futuro, potrebbero esserci delle rilevanze non completamente rassicuranti. Un domani potrebbero scoprire un'incidenza significativa, in alcuni casi specifici, al di sopra di un determinato valore. Ragion per cui, su questa base, la Confederazione ha fissato dei valori limite cautelativi dieci volte più bassi di quelli oggi applicati nel resto dell’Europa".

E questo Rapporto Bioiniziative allora?
"Il Rapporto (tra l’altro relativizzato da diversi enti legati alla ricerca) raggruppa una dozzina di studi e cerca di trarre una conclusione. Ma si basa su un numero minimo di studi, quando per giungere a delle conclusioni attendibili occorre piuttosto prendere in esame un numero più ampio di studi, che vadano anche in direzioni diverse. Inoltre, va detto, queste ricerche si rifanno all'uso degli apparecchi mobili e non delle antenne. È una distorsione dell'informazione. Il valore limite dell'antenna è definito e sancito dalla legge, mentre quello dell'apparecchio è semplicemente consigliato all'azienda produttrice. Oppure ci si scorda di rilevare che, nella categoria 2B, vengono incluse altre 250 sostanze di uso comune come il caffè e pertanto il rischio va ponderato di conseguenza".

Questo fattore di rischio, in ogni caso, non è sufficiente per decidere di prendere dei provvedimenti?
"Il comunicare è uno dei bisogni primari della nostra società e il traffico sulla comunicazione mobile raddoppia ogni anno. Direi piuttosto che questo fattore di rischio dev’essere relativizzato, perché in quasi vent'anni di uso quotidiano della telefonia mobile, se ci fossero rischi importanti sarebbero già stati rilevati".

Perché rischiare?
"Bisogna valutare il grado di rischio. Nel nostro caso la scienza, malgrado gli studi effettuati, non riesce a dire con certezza quanto il rischio sia concreto. Questo perché non si può escludere che ci siano dei casi, cioè di persone la cui salute venga meno a causa di queste onde elettromagnetiche. Insomma potrebbero esistere, ma non è ancora stato riscontrato un rapporto di causa-effetto che potrebbe identificare le circostanze e quantificare il grado di rischio".

Si parla di 2G, 3G, e ora 4G. Sempre più potenza - mi scusi se insisto - vuol dire maggior pericolosità?
"Si tende piuttosto a migliorare l'esposizione da un punto di vista quantitativo. A parità di larghezza di banda trasmessa oggi si utilizza molto meno energia di una volta. Le nuove tecnologie 3G e 4G sono più efficienti. Inoltre capillarizzare le reti, avvicinando antenne e telefonini, va nella buona direzione. Si possono abbassare le emissioni dai due lati per avere una situazione più sicura ".

I Verdi parlano di manipolazione e stravolgimento dell'accordo del Dipartimento del territorio per favorire lo sviluppo sostenibile del territorio (L'intesa, che coinvolge tutti i servizi cantonali competenti, limitava la libertà di installare ovunque antenne)
"Nel 2011 le tecnologie erano già talmente cambiate e l'uso che si stava delineando era talmente chiaro che si è cercato di rivedere questo accordo. Va detto, ha funzionato per diversi anni, ma bisogna pure dire che si trattava di telefonia mobile e non di comunicazione mobile. Prima, cioè, dell'avvento degli smartphone. Vedendo in che direzione si stava andando era imperativo un cambiamento. Questo accordo imponeva gli operatori a coordinare la posizione dei siti. Non trovando una via d'uscita nell’applicazione pratica, si decise di rinunciarvi. Alla fine, delle sentenze del Consiglio di Stato e successivamente del Tribunale amministrativo conclusero che il Cantone non poteva imporre l'obbligo di coordinare questi siti tra gli operatori. Oggi, semmai, dobbiamo interrogarci come nazione, se non come umanità, sull’importanza della comunicazione per rapporto ai rischi e se vogliamo andare avanti su questa strada ".

Link:

Telefonia mobile: Guida per Comuni e Città
http://www.bafu.admin.ch/publikationen/publikation/01510/index.html?lang=it&lang=it  

L'accordo cantonale sulle antenne
http://www4.ti.ch/fileadmin/DT/temi/oasi/documenti/2009_Antenne_territorio.pdf   

Ordinanza federale sulla protezione da radiazioni non ionizzanti (RORNI)
http://www3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/index.php/raccolta-leggi/legge/vid/09_06

Valori limite telefonia mobile
http://www.admin.ch/cp/i/3cfefb59_1@fwsrvg.bfi.admin.ch.html  

Rapporto Bioinitiative
http://www.bioinitiative.org/


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