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CANTONELo scoglio del primo anno delle superiori per gli studenti ticinesi

10.07.23 - 09:03
Al liceo, il tasso di insuccesso in prima è del 30,4%. Sale a 42,7% alla SCC. I numeri sono leggermente in crescita.
Ti-Press archivio
Lo scoglio del primo anno delle superiori per gli studenti ticinesi
Al liceo, il tasso di insuccesso in prima è del 30,4%. Sale a 42,7% alla SCC. I numeri sono leggermente in crescita.

BELLINZONA - Tornano a crescere i bocciati nei primi anni delle superiori. Dopo una forte riduzione degli insuccessi registrati nell’anno scolastico "pandemico", sono leggermente risaliti i dati degli studenti non ammessi alla classe successiva, soprattutto in prima e in seconda.

Si sta tornando, quindi, ai livelli pre Covid. A questo proposito, secondo i dati forniti dalla direzione del DECS, in I liceo «il tasso di insuccesso è pari al 30,4%», cioè quasi uno studente su tre. In seconda cala in maniera drastica: la percentuale si attesta al 15,4. Più alto, invece, il tasso di insuccesso alla Scuola cantonale di commercio (SCC): in prima si arriva al 42,7%, cioè quasi uno studente su due, mentre in seconda cala fino al 18%.

Il primo anno delle superiori, insomma, si conferma essere lo scoglio più duro per gli studenti. Il dato, sottolinea sempre la direzione del DECS, è «leggermente in crescita. Si sta tornando ai valori che si registravano prima della pandemia».

A questo proposito, è bene sottolineare che, nell’anno scolastico 2019/2020, quello caratterizzato dalla didattica a distanza, i numeri descrivevano un tasso degli insuccessi in prima e seconda liceo pari, rispettivamente, al 17,5% e al 7,15%. Alla Scuola cantonale di commercio, invece, la percentuale è del 25,7% (in prima) e del 12,7 %(in seconda). Quindi, una forte riduzione dei non ammessi, complice la straordinarietà della situazione e delle difficoltà riscontrate dai ragazzi (due elementi presi in considerazione in fase di valutazione).

La direzione del DECS fa sapere che «si sta già lavorando molto su vari aspetti» per provare a ridurre il numero degli studenti ripetenti. Fra questi, per esempio, c’è «l’orientamento scolastico e professionale, la valutazione e la transizione fra le scuole medie e le scuole medie superiori».

COMMENTI
 

Voilà 7 mesi fa su tio
Sarebbe interessante sapere quanti sono i giovani che non arrivano ad ottenere un diploma, anche dopo l'estensione dell'obbligo scolastico a 18 anni

Voilà 7 mesi fa su tio
Ora ditemi come mai le ditte ticinesi lamentano carenza di personale specializzato... Scuola ticinese in cifre 2021 Nove giovani su dieci ottengono una certificazione di grado secondario II. Sei su dieci ottengono un attestato di maturità liceale, professionale o specializzata. Di tutte le matricole universitarie ticinesi negli atenei svizzeri, otto su dieci ottengono almeno il titolo di bachelor. Questi risultati, e molti altri ancora, sono pubblicati nell’edizione 2022 di Scuola ticinese in cifre, che ogni anno permette di fare il punto sull’andamento del sistema educativo del Cantone Il Ticino è il cantone con il tasso di maturità entro i 25 anni più alto della Svizzera (nel 2019 corrispondeva al 57%, quasi sei giovani adulti su dieci) e primeggia sia per quanto riguarda la maturità liceale (33%), sia per quanto riguarda la maturità professionale (22%). I risultati sono buoni anche a livello universitario: gli studenti ticinesi si distinguono con un tasso di riuscita tra i migliori del Paese. Dopo otto anni dall’immatricolazione presso un’università o un politecnico svizzeri l’80% ha ottenuto almeno il titolo di bachelor, il 5% si è riorientato e ha conseguito un bachelor presso una Scuola universitaria professionale mentre l’1% l’ha conseguito presso un’Alta scuola pedagogica con sede in Svizzera. Dopo otto anni il 2% risulta ancora immatricolato pur non avendo ancora conseguito un titolo. Del restante 12%, che non ha ottenuto nessun diploma e non è più iscritto in una Scuola universitaria svizzera, non ci è purtroppo dato sapere se ha interrotto gli studi o proseguito la formazione in un ateneo all’estero. Rispetto al bacino di reclutamento, nel confronto intercantonale risulta infine che, dopo Ginevra, il Cantone Ticino presenta il secondo tasso di diplomi ottenuti presso università e politecnici svizzeri (20% di diplomati tra la popolazione cantonale residente di pari età).

cama70 7 mesi fa su tio
Risposta a Voilà
potresti "autorisponderti" visto che hai scritto un poema ma se vuoi lo scrivo io....perchè i diplomati ticinesi preferiscono rimanere oltre Gottardo a lavorare per possibilità lavorative (per esempio un diplomato di medicina, dovesse voler fare ricerca non trova lavoro in Ticino) e per stipendi abbondantemente più alti. Però il tuo bisognerebbe sapere in cosa si diplomano gli studenti e cosa cercano le ditte locali. Comunque il tuo commento cosa centra con l' articolo? Lo hai scritto anche tu....."il ticino ha il un tasso del 33% di maturità liceale"......primeggeremo ma rimane il problema che per me è SOLO il 33%

Mal 7 mesi fa su tio
Risposta a Voilà
Per un motivo molto semplice, quanto impopolare. Investire in educazione è inutile sé prima non si è investito in lavoro ad alto valore aggiunto. Per supplire alla mancanza figure specializzate si può sempre usare la risorsa dell'immigrazione. Ma il contrario, tenere gli specialisti autoctoni senza lavoro da specialisti ben pagato non si può fare (se non nelle autocrazie). Segue che, come l'Italia, anche il Ticino "regala" alla Svizzera interna quando investe in educazione. La cosa sensata da fare sarebbe ovviamente prima investire pesantemente nel lavoro, creando le condizioni per avere più Google e meno "brambilla e figli", e solo poi nelle università. Ma certo è più facile scriverlo che farlo perché prima ti devi anche far votare.

Net21 7 mesi fa su tio
Risposta a cama70
ma come "solo"? uno su 3 è troppo. e oserei pure dire che il livello si sta pure abbassando. in svizzera interna si predilige una carriera professionale, e infatti l, oltre Gottardo, lavorano meglio...

Net21 7 mesi fa su tio
se ne leggono di ogni... colpa dei maestri, scuola non al passo coi tempi, ecc. tutto vero, io aggiungerei anche i programmi ormai vetusti. certo la scuola deve aggiornarsi, ma deve pure tornare ad essere più selettiva. fin da subito. oggi ci sono tutte le possibilità per riprendere un cammino accademico, ma se non si riesce subito a seguire "un buon ritmo", è giusto fermarsi, ripetere, scegliere altre strade, e lasciare che i più scolastici proseguano con un ritmo e dei programmi adatti alle loro competenze, in grado di stimolarli e incuriosirli. come detto, anche un percorso professionale può portare al politecnico, con pure il vantaggio di conoscere la professione, aspetto che maca allo studente "classico". ma occorre più selezione e consapevolezza che imparare un mestiere non è una strada da serie B. anzi

PALO 7 mesi fa su tio
Si snobba l'apprendistato come pure tutte le scuole professionali. Si snobba da parte di tutti, genitori e DECS compresi. Mai sentito parlare di SUPSI, anno passerella per le UNI? Tutte opportunità di oggi che ai miei tempi non esistevano. La via della formazione duale in CH è qualcosa di straordinario, ma è chiaro che il mondo della scuola in primis deve attivarsi per far meglio conoscere tutte le opportunità di crescita. Non basta il semplice librone che nessuno legge con tante (anche utili) informazioni, bisogna proprio costruire una campagna di informazione sul futuro professionale e sugli sbocchi.

Voilà 7 mesi fa su tio
Risposta a PALO
La scuola media non è una scuola professionale, fornisce le basi di cultura generale. Forse sono invece gli imprenditori che devono rendere attrattive le professioni, a partire dall'apprendistato. Salari bassi a fine tirocinio ed apprendisti considerati da molte ditte manodopera a basso costo

comp61 7 mesi fa su tio
Già il fatto di avere solo 2 materie con i livelli si capisce che il livello generale all’uscita delle medie sarà molto più basso. Sembra che ci impegniamo a dare ai nostri ragazzi un livello basico dell’insegnamento. Andava anche bene una volta quando la Svizzera era un’isola felice… Ora ci asfaltano da dx a sx

Rosa 7 mesi fa su tio
...ma perchè l'apprendistato è ancora considerato di meno? Ma vogliamo capire che al giorno d'oggi apre la strade anche a studi superiori?

jakob 7 mesi fa su tio
Il problema è che le famiglie pensano che il liceo o la commercio sia l’unica via. NON TUTTI POSSONO FARE LA MATURITÀ. Il liceo prepara a una formazione accademica. Fatto dimenticato in Ticino!

pharmapro 7 mesi fa su tio
Tanti asinelli parcheggiati al liceo. Giusto bocciare chi non se lo merita e fare in modo che la scuola sia più selettiva.....

chris76 7 mesi fa su tio
Risposta a pharmapro
Esatto! Ma secondo certi politici oggi la scuola deve essere sempre più integrativa e meno selettiva. Secondo me la scuola dell'obbligo deve dare le basi e preparare tutti al mondo del lavoro ma poi quelli più portati devono essere "selezionati" e stimolati ad andare avanti (ed invece si vogliono togliere i livelli...). Per me già a livello di scuole medie deve esserci una prima selezione (io ne metterei addirittura tre di livelli nelle materie più importanti). Oggi nel post-obbligatorio esistono un'infinità di opportunità che aprono sbocchi anche a livello accademico. Ma la nostra mentalità ticinese è troppo latina...

cama70 7 mesi fa su tio
certo, diamo sempre la colpa agli insegnati. Una volta se non eri un "fenomeno" a scuola, alla fine delle medie si cercava un posto d' apprendistato e al liceo andavano solo i più bravi. Adesso tutti ad andare al liceo o alla commercio perchè è un' onta andare a lavorare e perchè tutti abbiamo figli "fenomeni", poi ci meravigliamo che il 30-40% non ce la fanno già al primo anno...

Veveve 7 mesi fa su tio
Il vero problema è che tutti quelli che non sanno cosa fare dopo le medie e hanno quel minimo di media che serve x entrare vanno al liceo per poi scoprire che bisogna studiare e frequentare! Non diamo sempre la colpa ai professori! Se uno si impegna un minimo, passa magari con 2 o 3 insuff ma passa! Senza contare quelli che si iscrivono e sono sempre assenti!!!

Gus 7 mesi fa su tio
Il problema sono i docenti "dinosauri" sia del Liceo sia della SCC. E non dimentichiamo che queste scuole si sono riempite di insegnanti stranieri, lasciando a casa quelli coi titoli svizzeri (esperienza personale!)

UtenteTio 7 mesi fa su tio
I docenti sono al passo con i tempi ed aperti al futuro? Se una squadra è scarsa si cambia l'allenatore, qui si nasconde la polvere sotto al tappeto, perché certi docenti sono intoccabili?

PALO 7 mesi fa su tio
Risposta a UtenteTio
No, la scuola non è al passo con i tempi. Il mondo del lavoro chiede dei parametri e il DECS offre ciò che forse serve poco.

Emib5 7 mesi fa su tio
Risposta a UtenteTio
Questo paragone non funziona nemmeno nel calcio, nemmeno il miglior allenatore può trasformare dei brocchi in campioni. Le scuole superiori hanno un compito ben preciso, quello di portare allievi a poter affrontare studi universitari, quindi devono essere selettive, in particolare subito al primo anno per fare in modo che famiglie e studenti si riorientino al più presto.

Findus 7 mesi fa su tio
4 anni buttati al vento alle medie

Trionfx 7 mesi fa su tio
Scuola non più al passo coi tempi.. Da cambiare alle sue radici
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