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«Dopo gli applausi occorrono i fatti», consegnate 7'700 firme

Il VPOD ha raccolto le adesioni necessarie all'iniziativa "Per cure sociosanitarie e prestazioni socioeducative di qualità".
Ti-Press (Alessandro Crinari)
«Dopo gli applausi occorrono i fatti», consegnate 7'700 firme
Il VPOD ha raccolto le adesioni necessarie all'iniziativa "Per cure sociosanitarie e prestazioni socioeducative di qualità".
BELLINZONA - Sono oltre 7'700 le sottoscrizioni raccolte in favore dell'iniziativa popolare legislativa "Per cure sociosanitarie e prestazioni socioeducative di qualità”. E oggi pomeriggio il sindacato VPOD, che aveva lanciato la raccolt...

BELLINZONA - Sono oltre 7'700 le sottoscrizioni raccolte in favore dell'iniziativa popolare legislativa "Per cure sociosanitarie e prestazioni socioeducative di qualità”. E oggi pomeriggio il sindacato VPOD, che aveva lanciato la raccolta firme lo scorso ottobre, ha consegnato la documentazione a Palazzo delle Orsoline.

Per il settore sociosanitario gli applausi non bastano più, sottolinea il VPOD: «Occorrono i fatti». Il personale «ha l’impressione di lavorare in continua emergenza e stress, il che ha delle ripercussioni negative sulla qualità delle cure sociosanitarie e delle prestazioni socioeducative». È quindi «imperativo», secondo i promotori dell'iniziativa, dare a questi professionisti «delle condizioni lavorative migliori». E ora, grazie alle firme raccolte, il sindacato potrà chiedere per iscritto al Gran Consiglio una riforma della costituzione cantonale in questo senso.

Qui di seguito le richieste formulate nell'iniziativa:
1. Introdurre delle condizioni lavorative minime valide per tutto il settore sociosanitario e socioeducativo in modo da garantire una maggiore attrattività e una maggiore durata delle carriere professionali (evitare l’abbandono precoce). Il tempo di lavoro, la compensazione delle ore straordinarie, le va­canze, i congedi e le condizioni pensionistiche devono essere uni­formati perlomeno a quelle del contratto collettivo di lavoro dell’Ente ospedaliero cantonale, per garantire buone condizioni di lavoro a tutto il personale attivo nei vari ambiti, evitando il perdu­rare di situazioni penalizzanti.
2. Codificare i diritti di pazienti e utenti. Oggi in questo ambito c’è una disomogeneità di approcci. Ci sono ambiti come l’integrazione degli invalidi e la sociopsichiatria dove i diritti sono maggiormente definiti, mentre in altri ambiti ci sono poche norme di legge. 
3. Applicare una valutazione indipendente e trasparente della qualità nelle strutture. Oggi le valutazioni di qualità delle strutture pubbliche e sussidiate non sono pubbliche. 
4. Creare organi di mediazione per pazienti, utenti e personale.
5. Pianificazione cantonale e alta sorveglianza parlamentare sul settore

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