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CANTONERitorna il Pardo (e senza la mascherina): «Il nostro ruolo è anche quello di riportare tutti al cinema»

02.08.22 - 15:00
Quattro chiacchiere con il direttore artistico del Locarno Film Festival, alla vigilia di questa 75esima edizione
Locarno Film Festival, Luca Deguez, Massimo Pedrazzini
Ritorna il Pardo (e senza la mascherina): «Il nostro ruolo è anche quello di riportare tutti al cinema»
Quattro chiacchiere con il direttore artistico del Locarno Film Festival, alla vigilia di questa 75esima edizione

LOCARNO - Si scaldano i proiettori e le sedie hanno già invaso Piazza Grande. Ad animare le rive del Lago Maggiore da questo mercoledì 3 agosto ritorna il Locarno Film Festival, in un'edizione decisamente particolare.

Già perché quest'anno si festeggia il 75esimo di una kermesse che ormai è un punto fermo dello scenario festival internazionale: «È ormai assodato che Locarno abbia un'identità sua indiscutibile che è riconosciuta in tutto il mondo, chi viene qui è perché vuole il nostro Festival e apprezza quello che è, e quello che è diventato nel corso degli anni», ci spiega il direttore artistico Giona A. Nazzaro.

Secondo lei, quali sono i punti di forza del Pardo?
«La scoperta del cinema d'autore nuovo, l'attenzione per i giovani cineasti di talento, la riscoperta dei classici e il grande intrattenimento dello schermo di Piazza Grande».

E proprio pensando alle sale e gli schermi, viene da pensare che - in questo 75esimo - dopo due anni segnati dal Covid, si potrà tornare a vedere i film come... prima della pandemia.
«Come quella dello scorso anno, anche questa edizione è stata progettata con al centro la sicurezza degli spettatori. Detto questo, è vero che sarà più simile alle edizioni del passato - più "normali", diciamo - ma il tutto segue scrupolosamente le misure vigenti per garantire la protezione di tutti». 

Chi vorrà andare al Festival, cosa deve aspettarsi, quindi? 
«Resta la prenotazione via app dei biglietti, che è piaciuta molto ed è diventata la modalità preferita d'acquisto, ma se ne vanno le mascherine dalle sale e anche l'accesso alla Piazza ritorna quello di sempre».

Fra lockdown, misure e paura di ammalarsi, è innegabile che le sale cinematografiche abbiano ricevuto un duro colpo, il ruolo di un festival - secondo lei - può essere quello di riportare il grande schermo un po' al centro del discorso?
Senz'altro. Tra l'altro c'è una cosa abbastanza interessante da annotare: se le sale soffrono e sono oggettivamente in difficoltà, i festival restano un momento di grande visibilità per il cinema e, di riflesso, anche per le sale.

In tutto il mondo i festival cinematografici non sono stati in salute migliore ce ne sono sempre di più e attirano un pubblico sempre maggiore, e soprattutto giovane. È evidente che il cinema si stia un po' riposizionando nello scenario dei prodotti audiovisivi, e un momento come il Locarno Film Festival può essere un perfetto luogo d'incontro e di scambi.

Segue questo ragionamento il Leopard Club Award che verrà consegnato alla 24enne britannica, Daisy Edgar-Jones? Solitamente gli allori di questo tipo si danno a personaggi con lunghe carriere alle spalle...
Esattamente, è stata una scelta con un occhio rivolto verso il futuro. Lei è ritenuta una delle prossime grandissime, è diventata famosa con le serie televisive ed è poi sbarcata a Hollywod. Fra gli insigniti di quest'anno abbiamo dei mostri sacri come Costa Gabras, Laurie Anderson e Matt Dillon, volevamo un po' staccarci dalla tradizione dei premi dati in chiave retrospettiva.

Svelo una curiosità, quando abbiamo annunciato il premio, la sfera dei social è letteralmente impazzita. Per molti dei giovani entusiasti, il nostro è stato quasi un riconoscimento tardivo!

Un pizzico di Hollywood a Locarno
Neanche quest'anno in Piazza Grande non mancheranno i grandi nomi che riceveranno altrettanti riconoscimenti. Saranno 3 già in questa primissima settimana, ovvero Aaron Taylor-Johnson (questa sera con il Excellence Award Davide Campari), Matt Dillon (giovedì sera con il Lifetime Achievement Award) e la giovanissima Daisy Edgar-Jones (venerdì, Leopard Club Award). Sabato, invece, sarà il turno del noto produttore americano Jason Blum (Premio Raimondo Rezzonico).

 

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