CANTONECriticata perché ha allattato la bimba in pubblico

11.07.22 - 06:30
È accaduto a una giovane mamma in occasione di un colloquio scolastico. A bacchettarla, la docente del figlio maggiore.
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Criticata perché ha allattato la bimba in pubblico
È accaduto a una giovane mamma in occasione di un colloquio scolastico. A bacchettarla, la docente del figlio maggiore.
Giulia Sanfilippo, consulente de La Leche League Ticino: «Ci siamo dimenticati da dove veniamo. Noi continuiamo a promuovere la naturalezza del gesto».

LUGANO - Si era recata alla riunione scolastica del figlio maggiore. E si era portata con sé la bimba minore di otto mesi. Quando all'improvviso è stato il momento di allattarla, la donna è stata apostrofata dalla docente. Come se stesse commettendo un'azione compromettente. L'episodio si è verificato qualche settimana fa in un istituto scolastico del Luganese. E viene riportato dalla stessa mamma. «Sono ancora sconvolta per quanto accaduto». 

Tra occhiatacce e smorfie – Donne etichettate perché allattano in pubblico. Non si tratta di una rarità. Lo conferma Giulia Sanfilippo, consulente de La Leche League Ticino, associazione che promuove l'allattamento naturale. «I casi eclatanti giunti alle nostre orecchie sono pochi per fortuna – precisa –. Ma ci sono mamme che ci raccontano di notare occhiatacce o smorfie quando si tratta di allattare in pubblico. Mi è stato riferito anche il caso di una donna allontanata da un negozio». 

Cambiamenti culturali – Ma dove sta il problema? Giulia Sanfilippo spiega: «Col tempo e coi cambiamenti culturali, ci si è un po' dimenticati da dove veniamo. E così ci si è ritrovati a un certo punto a scandalizzarsi per qualcosa che di fatto è naturalissimo». 

Sistema immunitario rafforzato – «L'allattamento al seno in realtà è importante – sostiene la consulente –. Getta le basi per la salute del bimbo e per il suo sistema immunitario. Ci sono anche vantaggi per la salute della mamma. Con una diminuzione del rischio di sviluppare un tumore alle ovaie o al seno. Queste mie parole non vogliono assolutamente essere discriminatorie verso chi sceglie di non allattare al seno o chi non può farlo».

Un legame profondo e protettivo – Il dato di fatto è che oggi vedere una mamma che allatta il bimbo dopo i sei mesi di vita è piuttosto una rarità. La maggior parte, secondo le statistiche, preferisce puntare su biberon e latte artificiale. «Allattare dal seno non è solo una questione di nutrimento. Il bambino col seno si consola, si addormenta. Ogni poppata è funzionale a qualcosa. E crea un legame profondo e protettivo con la mamma». 

«Nessuna donna allatta per esibizionismo» – Come mai c'è chi è infastidito nel vedere una donna che si ferma in un luogo pubblico e allatta? «Noi continuiamo a promuovere la naturalezza del gesto. Temo che qualche responsabilità ce l'abbia anche questa società basata sull'estetica e sull'apparenza. Non ci fa più vedere il seno come prima fonte di alimentazione. Quella che permette di soddisfare le necessità fisiologiche del bebè. Non si può pretendere che la mamma sia sempre chiusa in casa quando il bambino ha bisogno di essere allattato. E d'altra parte nessuna mamma allatta il proprio bimbo per esibizionismo».   

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