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CANTONEConti in rosso ma non troppo: «Il consuntivo è meglio del previsto»

13.04.22 - 10:37
Il consuntivo 2021 dello Stato segna un deficit di 58 milioni, a fronte di previsioni assai peggiori
tipress
Conti in rosso ma non troppo: «Il consuntivo è meglio del previsto»
Il consuntivo 2021 dello Stato segna un deficit di 58 milioni, a fronte di previsioni assai peggiori

BELLINZONA - Rosso, ma non profondo rosso. Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio riguardante il consuntivo 2021 che chiude con un disavanzo d’esercizio di 58.2 milioni di franchi a fronte di un disavanzo previsto nel preventivo di 230.7 milioni di franchi. Meglio rispetto alle previsioni - particolarmente negative perché formulate in piena pandemia - ma non c'è da festeggiare troppo: la guerra in Ucraina e le incertezze sull'economia mondiale pesano sul futuro, e il governo si mantiene prudente. 

Il debito pubblico è infatti aumentato, fino a sfiorare soglia 2.2 miliardi di franchi, mentre il capitale proprio si assesta a meno 98.8 milioni di franchi, fa notare il governo. Il risultato del consuntivo 2021 è tuttavia migliore di 172.5 milioni rispetto al preventivo, in linea con una tendenza che riguarda in generale anche altri enti pubblici.

Sul miglioramento del preventivo - scrive il Consiglio di Stato nel messaggio - ha inciso in modo particolare l’aumento della quota cantonale sull’utile della Banca nazionale svizzera, che è stata superiore di 80.4 milioni di franchi rispetto al preventivo, e l’evoluzione economica, che ha subito in modo molto meno marcato gli effetti della pandemia rispetto a quanto prevedevano i principali istituti di ricerca.

Il preventivo 2021 è stato presentato nel mese di settembre del 2020, nel pieno dell’emergenza sanitaria iniziata nel mese di marzo 2020 in un contesto «di estrema incertezza, con previsioni economiche molto negative» sottolinea il Consiglio di Stato. A fronte di un calo del Pil cantonale del 2.8 per cento nel 2020, l'anno scorso la ripresa è stata del 4.3 per cento (le previsioni erano di un calo dell'8 per cento e un recupero del 5.3 per cento). 

Aumenta il gettito d'imposta sugli utili immobiliari (più 26.1 milioni), ma anche il ricavato delle tasse d'iscrizione al registro fondiario (più 19 milioni) e delle imposte di successione (più 16 milioni).  Sul fronte delle spese, l’aumento registrato rispetto al preventivo 2021 (+159.7 milioni di franchi) è in gran parte dovuto al programma di sostegno economico ai settori particolarmente colpiti dalla pandemia (casi di rigore) per i quali il Cantone ha stanziato aiuti per 139.1 milioni di franchi, a fronte però di contributi federali per 132.5 milioni di franchi, per un onere netto pari a 6.6 milioni di franchi (che si aggiungono a quelli già accantonati di 21.4 milioni di franchi nel 2020).

«Rispetto alle previsioni presentate a inizio pandemia si assiste a una situazione meno negativa, ma permane un disavanzo che occorre assorbire. La situazione resta quindi fragile» prosegue il Consiglio di Stato «anche perché dopo l’emergenza sanitaria siamo oggi confrontati a una situazione congiunturale incerta, aggravatasi anche dall’attuale conflitto in Ucraina che ha generato delle tensioni sull’economia mondiale le cui conseguenze per l’economia svizzera, e di riflesso per quella del nostro Cantone, sono già oggi presenti e renderanno inevitabilmente più impegnativo il percorso di riequilibrio finanziario iniziato». L’obiettivo del governo è quindi di presentare un preventivo 2023 con un disavanzo massimo di 80 milioni di franchi e di raggiungere l’equilibrio finanziario entro il 2025.

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