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29.11.2021 - 15:090
Aggiornamento : 15:41

Alle medie mancano professori di francese

Formazione dei docenti, il DECS e il DFA hanno fatto il punto della situazione tra passato, presente e futuro.

I Master di tedesco e matematica creati l'anno scorso sono stati un successo: «Abbiamo risposto a un bisogno della società».

BELLINZONA - Come ogni anno in questo periodo il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) e il Dipartimento formazione e apprendimento (DFA) della SUPSI hanno fatto il punto della situazione sulle «necessità» del mondo scolastico, lanciando nel contempo l'offerta formativa per i docenti di domani.

«Mancano docenti di francese» - E se l'anno scorso vi era una «drammatica» mancanza di docenti di tedesco e matematica alle scuole medie - compensata dalla creazione di due percorsi di studio (Master) ad hoc - quest'anno vi è una penuria «non così grave» di docenti di francese. «L'anno scorso - ha ricordato il direttore del DECS Manuele Bertoli in conferenza stampa - avevamo fatto un appello per il tedesco e la matematica, che era andato a buon fine. Oggi abbiamo qualche criticità per il francese, ma stiamo lavorando.Ogni anno adottiamo la nostra offerta formativa alle necessità del mondo scolastico e alle modalità didattiche che si evolvono». 

«Rispondere ai bisogni della scuola» - Una collaborazione, quella tra il DECS e il DFA relativa all'offerta formativa per i docenti, che sta dando ottimi frutti, come ricordato dal direttore del Dipartimento formazione apprendimento Alberto Piatti. «L'anno scorso abbiamo introdotto varie novità che rispondevano ai bisogni effettivi della scuola ticinese». E i risultati si sono visti: «Abbiamo 25 studenti in formazione per il tedesco e 40 per la matematica», precisa Piatti ricordando che tutti loro possono «già lavorare», andando in questo modo a riempire quella mancanza di docenti.

Docenti "speciali" - Un altro Master proposto lo scorso anno, che ha risposto alla necessità di formare figure professionali dedicate all’educazione di allievi con bisogni educativi speciali (BES), è quello di Pedagogia specializzata e didattica inclusiva. «Anche qui abbiamo un alto fabbisogno di docenti», precisa Piatti, esprimendo soddisfazione per le 23 matricole che si sono iscritte.

Ottocento futuri docenti - Ottocento delle circa 1'500 matricole che la Supsi accoglie annualmente seguono una formazione in ambito scolastico. «Sono numeri importanti», ricorda il Direttore Franco Gervasoni. «Gli insegnanti hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della società. Un ruolo che assunto ancora maggior importanza durante la pandemia».

L'offerta formativa del DFA in un colpo d'occhio
Essa comprende i Bachelor per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e il Bachelor per l’insegnamento nella scuola elementare; i Master per l’insegnamento nella scuola media e per l’insegnamento dell’educazione musicale, oltre che il Diploma per l’insegnamento nella scuola media superiore.  

Presentazioni online e lezioni aperte - Nel mese di gennaio, sono previste delle presentazioni online per ogni corso di laurea. Per gli studenti dei licei interessati a formarsi per insegnare nella scuola dell’infanzia o elementare, il DFA offre la possibilità - «Covid-19 permettendo» - di frequentare alcune lezioni aperte in presenza tra gennaio e febbraio. Un’altra occasione di orientamento è offerta anche dall’evento “Tutti a Scuola”, previsto il 27 gennaio, passando una giornata in una classe del territorio per scoprire più da vicino la professione di docente in questi livelli scolastici. 

Commenti
 
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vulpus 1 mese fa su tio
Come qualcuno ha già scritto sono gli errori di chi chi pianifica, ma non uno solo, ripetuti. E ora se ne stanno facendo degli altri: la formazione di chi deve impartire queste lezioni, non deve essere da scuola serale : il livello della formazione degléi allievi è già bassa rispetto al resto della Svizzera: se poi chi insegna non conosce le materie e menadito siamo alla canna del gas.
Dalu 1 mese fa su tio
A quello nella foto non gli farei gestire nemmeno il Monopoli… ma cosa ci fa ancora lì???
matias13 1 mese fa su tio
Vorrei davvero sapere a cosa serve il francese al giorno d'oggi! Sarà lingua nazionale vero, ma a poco serve, questa è la realtà. Siamo vecchi di 70 anni! Forse sarebbe ora di invertire i programmi e fare le cose utili invece di quelle affini! Tedesco dalla terza elementare, inglese dalla quinta o prima media e francese opzionale alle medie, così risolto il problema della mancanza di docenti. Se un allievo ha intenzione di andare a completare gli studi a Losanna studierà il francese come opzionale. Siamo ticinesi trogloditi!
Mattiatr 1 mese fa su tio
@matias13 Come inutile, sai a militare quante uscite libere mi ha permesso di fare ;-)) Battute a parte sono d'accordo. Voci più autorevoli della mia sostengono che in giovane età si apprende molto più facilmente. Trovo logico, essendo il tedesco la prima lingua in Svizzera, ed essendo la Germania uno dei partner economici maggiori, iniziare il prima possibile a insegnarla. Ti lancio una provocazione, se iniziassimo prima ancora delle elementari? All'asilo si potrebbe tranquillamente proporre giochi con le parole tedesca. Questa conoscenza, seppur basilare, sarebbe sicuramente d'aiuto in una fase seguente (alle elementari) per approfondire la grammatica via via verso le medie. Annoiando i ragazzi con lezioni pesanti probabilmente non gli si insegna nulla.
Princi 1 mese fa su tio
forza frontagliers da dicembre c'é pure il salario minimo ........
Gus 1 mese fa su tio
Il DECS e il DFA sembrano fare di tutto per abbassare il livello della Scuola Media. Cosa deve pensare e dire chi alcuni anni fa fu escluso dalla formazione e ha dovuto ripiegare su soluzioni alternative?
Gus 1 mese fa su tio
Caro DECS: ammetti le tue colpe: avete sminuito l'importanza del francese e questa è una conseguenza. Chi è causa del proprio male....
Yoebar 1 mese fa su tio
Ci sarà be qualche frontaliere da assumere……
Suissefarmer 1 mese fa su tio
@Yoebar pagano troppo poco pure a loro.
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